Il referendum abrogativo sui voucher promosso dalla Cgil preoccupa il Governo Gentiloni, che ha deciso di mettere in atto radicali modifiche ai criticati buoni, per evitare la sfida referendaria ed avviare, così, un giro di vite ad un problema che è apparso evidente dai recenti dati sulla disoccupazione giovanile e sul fallimento del Jobs Act. Ma cosa cambierà davvero nella gestione dei voucher?

I voucher saranno utilizzabili solo per prestazioni occasionali

Questa specifica fa parte del concetto di base di pagamento in voucher sin dal 2003, quando i buoni sono stati introdotti.

La reale modifica riguarderà propriamente la definizione di "occasionale". Per potersi avvalere dei buoni, rispettando la dicitura sopracitata, bisognerà rientrare in quattro limiti precisi:

  • Considerando un monte ore di lavoro in un'azienda pari a 100, non si potrà pagarne in voucher più del 10%, o addirittura del 5%. La decisione in merito non è stata ancora presa.
  • Non potranno essere pagati in voucher più di 10 giorni lavorativi al mese, anche non consecutivi. Questa modifica è volta ad evitare una disparità di trattamento per persone che siano ugualmente impiegate, ma ricevano pagamenti differenti, chi con il buono e chi con regolare contratto.
  • In un anno, la cifra massima percepibile in voucher dalla stessa azienda dovrà essere inferiore a 1.500 euro, o addirittura a 1.000. Come per la questione del monte ore, anche questa modifica è da definire in toto.
  • L'ultima postilla riguarda il quantitativo annuale percepibile in voucher dal singolo lavoratore, anche sommando i pagamenti di diverse aziende. L'intenzione del Governo è quella di riportarlo a 5.000€, com'era due anni fa (oggi è pari a 7.000 euro). Ad ogni modo, è importante sottolineare come il 93% di coloro che vengono pagati con questa modalità, incassino meno di 2 mila euro all'anno.

Commercianti e voucher

Le associazioni dei commercianti si sono mosse rapidamente per protestare nei confronti di queste imminenti modifiche al pagamento in voucher.

Le richieste al Governo prevedono l'inserimento di determinate eccezioni (ad esempio la riduzione del monte ore) per la categoria dei commercianti, che uscirebbe eccessivamente penalizzata dal nuovo regolamento.

I divieti

I voucher saranno vietati nell'ambito dell'edilizia e dei cantieri. Nell'amministrazione pubblica, invece, potranno essere utilizzati solamente come forma di pagamento per eventuali disoccupati, e le stesse aziende non potranno avvalersi di questi buoni per per retribuire lavoratori già sotto contratto o ex-dipendenti.

Violazioni e provvedimenti

In caso di violazione delle modifiche proposte, alle aziende coinvolte sarà immediatamente impedito di accedere nuovamente al pagamento in voucher, mentre i dipendenti che dimostrassero di essere stati pagati in modo illegittimo con i buoni, potrebbero richiedere l'intervento della magistratura e ottenere un contratto di lavoro stabile.

E la CGIL?

Una volta introdotte le modifiche - tramite decreto o emendamento - la Cassazione le valuterà e, qualora le ritenesse sufficienti al superamento delle richieste referendarie sui voucher, si rivolgerà alla CGIL che, a quel punto, dovrà esprimersi: annullare il referendum o rinviarlo a data da destinarsi con le proposte aggiornate?