Ieri, la SPI-CGIL ha pubblicato una notizia figlia di diverse segnalazioni arrivate al sindacato, da parte di pensionati su tutto il territorio nazionale. Molti di questi a marzo hanno avuto Pensioni pesantemente tagliate o addirittura azzerate da parte dell’Inps. La sorpresa negativa ha messo in allarme i pensionati che ne hanno prontamente segnalato l’anomalia ai loro rappresentanti della CGIL. Il sindacato ha subito chiesto all’INPS spiegazioni, chiedendo se ci fossero errori per quelli che sono stati definiti conguagli pazzi. Nella giornata di ieri, immediata la risposta dell’INPS.

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Le ipotesi dei pensionati

In primo luogo, i pensionati hanno subito pensato ad errori tecnici della piattaforma INPS. Da una più approfondita analisi, gli ammanchi sulle pensioni di marzo potevano essere relativi alle mancate comunicazioni annuali dei redditi per le prestazioni ad esso collegate. Infine, la storia dei conguagli fiscali, quelli di ogni fine anno. Una vicenda che ha lasciato spiazzati molti pensionati, da qui la richiesta di intervento alla SPI-CGIL, anche se crediamo sia una problematica che avranno riscontrato tutte le altre sigle sindacali.

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Proprio il sindacato della Camusso ha chiesto all’INPS di risolvere il problema e immediata è stata la risposta dell’INPS, che sicuramente genererà non poche polemiche.

Nessuna anomalia

L’INPS ha prontamente restituito al mittente le accuse di conguagli impazziti e di anomalie del sistema. Nessuno sbaglio per i pensionati che sono tornati a mani vuote dalle banche o dall’Ufficio Postale, o che hanno ricevuto pensioni pesantemente tagliate.

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Pensioni

SI tratta dei conguagli fiscali di fine anno che hanno avuto la loro definitiva applicazione, cioè i prelievi a marzo. Niente errori e quindi niente possibilità di chiedere rimborsi o rettifiche. Su questo la risposta dell’INPS appare chiara come anche il fatto che la Legge consente di azzerare completamente il pagamento di una pensione nel mese oggetto del conguaglio. Infatti, un recente comunicato richiamato dall’INPS nella nota di ieri, spiegava perfettamente che nei casi di incapienza di imposta, le pensioni possono essere azzerate in tutto.

Inoltre, i prelievi relativi ai conguagli, effettuati a rate, sono a favore solo di pensionati al di sotto dei 18.000 euro annui. Per le pensioni più basse, questi prelievi vengono fatti in 11 rate di uguale importo mese per mese. Questo presume che molti pensionati che hanno percepito soldi in meno a marzo, si troveranno l’ammanco anche nelle pensioni dei prossimi mesi.

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