Le ultimissime novità al 2 marzo 2017 sulle pensioni precoci e sulla quota 41 arrivano dal Governo e dalle ultime dichiarazioni del leader della Lega Salvini, ma non convincono i 'quarantunisti'. Ieri il primo incontro calendarizzato tra Governo e sindacati non si è concluso con la firma dei decreti attuativi, come sperato dai precoci, quanto con un rinvio tra le parti che avverrà il prossimo 13 marzo. I dettagli su quanto emerso nel primo tavolo di confronto e una sintesi sulla 'quota40' proposta da Salvini.

Pensioni precoci, le ultime novità post incontro tra Governo e sindacati

Ieri 1 marzo 2017 si è tenuto il primo incontro tra Governo e sindacati, un meeting che ha permesso l'apertura della Fase 2 sulla previdenza tanto attesa dai lavoratori, specie dai precoci, ma che non ha portato alla firma dei decreti attuativi, lasciando ancora in stand by la riforma delle Pensioni e la quota41 in essa contenuta. Sebbene come si apprende dalla pagina Facebook dei precoci, l'incontro sia andato avanti ad oltranza, esso non si è concluso e un nuovo aggiornamento tra le parti avverrà il prossimo 13 marzo. Una piccola delegazione di precoci, capitanata da Antonina Cicio, uno degli amministratori del gruppo 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti,' ha provato ad attendere invano il risultato dell'incontro.

Ma nel tardo pomeriggio è la stessa precoce ad annunciare con un post su Facebook che i lavoratori non sono riusciti ad avere ancora news certe e vista l'ora tarda il gruppo a malincuore si è dovuto ritirare. "Ragazzi, abbiamo ceduto. Dopo 6 ore in piedi e con un vento gelido e dopo che abbiamo saputo che la riunione è ad oltranza, stiamo tornando a casa.

Avendo noi i contatti giusti, domani ci informeremo e faremo sapere". Le notizie che oggi sono trapelate non convincono del tutto i lavoratori, sebbene si tratti di piccoli passi avanti offerti dal Governo. Pare infatti che allo studio vi sia una modifica che riguarda gli 'inquadramenti professionali' di chi svolge il lavoro gravoso che porterebbe ad un ampliamento della platea dei beneficiari di Ape Social e quota 41.

Dovrebbe infatti valere la mansione svolta e non il settore merceologico di riferimento. Troppo poco comunque per i lavoratori precoci che hanno in sede d'incontro con Leonardi avvenuto il 28/2 scorso presentato due documenti e differenti richieste al Governo.

Precoci e quota 41, la proposta della Lega non convince il gruppo

Al centro del dibattito sulla riforma pensioni anche le ultime dichiarazioni di Salvini rilasciate a Radio Padania, ove il leader della Lega promette che la prima cosa che faranno quando e se arriveranno al Governo sarà abrogare la Legge Fornero e riportare l'età pensionabile a 40 anni di contributi e 60 anni di età . Si andrà in pensione, ha aggiunto, con quello che si è versato all'Inps.

Sebbene la proposta di quota 100 abbia sempre incuriosito anche i precoci, i calcoli dei lavoratori su Facebook sono presto fatti. Molti di loro si dicono esausti del fatto che nessuno comprenda come non si possa legare la pensione all'età anagrafica. I precoci infatti avendo iniziato per definizione a lavorare prima dei 19 anni, molti già a 15 anni, andrebbero comunque tutti in pensione con oltre 42 anni richiesti dalla Fornero. Nulla a loro servirebbe la proposta di Salvini se ancorata all'età anagrafica del richiedente, anzi per alcuni sarebbe l'ennesima beffa: chi ha iniziato a lavorare a 15 anni andrebbe in pensione con 45 anni di contributi, ove sarebbe il vantaggio? Altro discorso invece, dicono all'unisono confrontandosi, sarebbe se si potesse accedere alla pensione con 40 anni di contributi versati indipendentemente dall'età.

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