Entriamo nuovamente nel merito delle pensioni anticipate tramite opzione donna per aggiornare le lettrici della nostra rubrica “Parola ai Comitati” con una nuova intervista ad Orietta Armiliato del gruppo Comitato Opzione Donna Social.

Iniziamo dalla novità più recente riguardante il cumulo gratuito: sappiamo che c’è stato un incontro di approfondimento legale con l’On Avv. Andrea Maestri e l’Avv. Giorgio Sacco. Con quale esito?

Gli incontri con professionisti di qualità quali gli Avvocati Sacco e Maestri hanno sempre risvolti interessanti anche se, nella fattispecie, non abbiamo ricevuto notizie confortanti circa la possibilità di intraprendere la strada di una diffida collettiva per tentare di veder riconosciuto il diritto al cumulo proprio perché, in realtà, non si configura per le donne che desiderino optare per la misura di Opzione Donna cumulando i contributi versati nelle diverse casse la lesione di un diritto ma, piuttosto, si rileva l'iniquità di un provvedimento legislativo.

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In base al parere legale ricevuto, qual è pertanto la nuova posizione assunta dal Comitato e quali azioni verranno portate avanti nel prossimo futuro?

I Legali ci hanno prospettato la possibilità di intentare ricorsi personali ovvero provare a presentare domanda di cumulo e, quando questa risulterà respinta da INPS, si dovrebbe impugnare presentando ricorso al Giudice del Lavoro. Va da sé che tale pratica ha un costo che il singolo dovrebbe sostenere a fronte di una bassissima percentuale di possibilità di successo dunque, data l'iniquità del provvedimento resta la via politica di sensibilizzazione affinché il legislatore se ne faccia carico e, riconosciuta la stortura, possa porvi rimedio equiparando i lavoratori esclusi ovvero le donne e gli esodati a tutti gli altri, come dovrebbe essere implicito quando si legifera.

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Infine, può farci conoscere qua è la posizione del Comitato OD social in merito alle misure di sostegno per le donne attualmente in discussione tra Governo e sindacati?

Il Comitato Opzione Social del quale sono fondatrice e coordinatrice, nasce proprio per sostenere, collaborare ed essere complementare alle istituzioni al fine di trovare una forma pensionistica per le donne che possa essere alternativa all'attuale legge vigente, in modo che si possa ridurre lo scalone imposto dalla Legge Monti-Fornero e possa essere sostitutiva alla misura dell'Opzione Donna, che era l'unica possibilità di pensionamento anticipato per la platea di genere femminile, possibilità oggi non più fruibile.

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