I fondi pensione di un lavoratore autonomo sono alimentati unicamente dai suoi versamenti, mentre per il dipendente la contribuzione è più articolata: oltre ai contributi del lavoratore ci sono quelli versati dall’azienda, sulla base di accordi collettivi e aziendali. Per cui è evidente che la convenienza per il lavoratore cresce ulteriormente.

Dibattiti e pareri su cosa è meglio tra Tfr o Fondo pensione

Per alimentare in modo ancora più consistente il suo Fondo pensione, il dipendente ha la facoltà di versarci anche la quota annuale del Tfr (Trattamento di fine rapporto o liquidazione).

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Quando fu introdotta questa possibilità, i lavoratori si chiedevano se fosse per loro conveniente, e si è sviluppato sulla stampa nazionale un ampio dibattito con opposti pareri. Uno degli argomenti contrari si basava sul confronto fra la rivalutazione certa del Tfr ed il Rendimento del Fondo pensionistico che, per l’eventuale componente azionaria, può in alcuni anni essere anche negativo. Ma sappiamo che, trattandosi di un piano di accumulo, le oscillazioni dei valori determinano nel tempo un maggiore guadagno.

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Proviamo a fare due conti.

Per cercare di capire cosa è meglio confrontiamo l’accantonamento nel Tfr e nel Fondo pensione. Scegliamo un Fondo pensione a linea garantita e ipotizziamo che il suo rendimento lordo sia uguale a quello del Tfr, per esempio il 2%. Per semplicità mettiamo l’inflazione uguale a zero. Ora consideriamo versamenti di 2.000 euro annui per 35 anni. Infine stimiamo una tassazione del 25% per il Tfr.

Fatti i conti, troviamo:

> Tfr. Accantonamento annuo 2.000 euro x 35 anni, rendimento annuo 2%.

Totale versato 70.000 euro, capitale finale lordo 101.989, tasse 25.497 (25%). Netto finale 76.492 euro.

> Fondo pensione. Accantonamento annuo 2.000 euro x 35 anni, rendimento annuo 2% (1,78% dopo l’imposta dell’11%). Totale versato 70.000 euro, capitale finale lordo 97.700, tasse 6.300 (70.000 x 9%). Netto finale 91.400 euro.

Dunque, Tfr o Fondo pensione? Le variabili sono diverse ed in 35 anni molte cose possono cambiare, come ad esempio la tassazione ed i rendimenti azionari.

C’è da dire, comunque che, nel caso in questione, il Tfr verrà ritirato interamente, mentre il Fondo pensione genererà una rendita, con la possibilità di ritirare fino al 50% del capitale (45.700 euro). Chiaramente, se si sceglie una linea con una buona componente azionaria, si rinuncia al rendimento garantito, ma si avrà un’alta probabilità che, con un periodo di 35 anni, è praticamente certezza di ottenere un risultato nettamente migliore. Se poi la tassazione separata del Tfr avrà un’aliquota ancora maggiore, si può ipotizzare che, ritirando il 50% del capitale del Fondo pensione, si avrà un importo pari alla liquidazione, con in più altrettanto convertito in rendita.

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