Si è ancora in attesa della mobilità dei docenti 2017. Il contratto che dovrà disciplinare i trasferimenti di quest'anno dovrebbe essere firmato definitivamente l'11 aprile. Proprio per questa data il ministero ha convocato i sindacati, con i quali rimangono ancora questioni aperte. In particolare resta da risolvere il nodo della chiamata diretta. Alla luce delle novità che sono state introdotte nel contratto per la mobilità, come anticipate dallo stesso ministero, resta da comprendere fino in fondo che valore possa avere la scelta da parte dei presidi dei docenti per le loro scuole.

Ambiti o scuole?

Secondo la legge 107 del 2015, come è stata poi applicata in via definitiva, gli insegnanti non hanno più una titolarità su singola scuola, ma spetta loro la titolarità su ambito. E' poi il capo d'istituto a scegliere i docenti attraverso la chiamata diretta sulla base della valutazione del loro curriculum vitae. Eppure, come è stato già reso noto a livello ministeriale, nella mobilità di quest'anno gli insegnanti avranno la possibilità di indicare i movimenti su 5 scuole. Potranno esprimere fino a 15 preferenze, di cui 10 ambiti e 5 istituti scolastici. Molti si chiedono, quindi, che senso possa avere questo sistema misto, che porta con sé ambiti e istituzioni scolastiche nello specifico.

Il ruolo del collegio dei docenti

La soluzione di includere nella domanda di trasferimento sia gli ambiti (e le province), ma anche le singole scuole, sembra essere arrivata dopo un lungo confronto con i sindacati, per permettere ancora una volta agli insegnanti di sfruttare una sorta di titolarità su scuola che, per contro, viene abolita dalla legge 107. Tuttavia le organizzazioni sindacali non hanno raggiunto un preciso accordo con il ministero. Ecco perché si è rinviata continuamente la firma definitiva del contratto. I sindacati vorrebbero che fosse determinante il parere del collegio dei docenti per la scelta degli insegnanti da affidare ad una scuola, limitando di fatto il potere del dirigente scolastico.

E' proprio su questa linea che continua a non trovarsi l'intesa con il ministero.

L'ipotesi di contratto integrativo

L'ipotesi di contratto integrativo per la mobilità 2017 è stata sottoscritta dai sindacati e dall'amministrazione pubblica il 31 gennaio. Ora si aspetta l'incontro dell'11 aprile, in modo da verificare se ci siano le condizioni necessarie, perché si possa arrivare ad un accordo, rendendo effettiva quella che al momento resta soltanto un'ipotesi non approvata definitivamente.