Molti sono in attesa della mobilità della scuola 2017 e non vedono l'ora di scoprire quali saranno le novità che il ministero stabilirà per chi tenterà ancora quest'anno di avvicinarsi al luogo di residenza. Dopo la mobilità obbligatoria nazionale dello scorso anno, quella nuova è particolarmente aspettata. Questa volta, infatti, a differenza dello scorso anno, gli insegnanti non saranno obbligati ad indicare tutte le province italiane. Nella mobilità di quest'anno ciascuno potrà scegliere, come già è stato ampiamente anticipato, soltanto gli ambiti nazionali che più ritengono opportuni.

Il punteggio e l'aspettativa

In seguito alla mobilità nazionale dello scorso anno, molti docenti hanno dovuto accettare, loro malgrado, di spostarsi in province molto lontane da quella di residenza. Proprio per questo specialmente chi ha una famiglia e dei figli piccoli ha spesso deciso di ricorrere all'aspettativa per motivi familiari.

Si tratta della possibilità riconosciuta dal contratto della scuola di restare per un intero anno a casa, senza svolgere l'effettivo servizio. Non si riceve retribuzione, ma non si è obbligati a restare per tutto l'anno scolastico in province anche lontane. Forse non tutti sanno, però, che, in mancanza di svolgimento dell'effettivo servizio scolastico, non si riceve neanche un punteggio da far valere per la domanda di mobilità.

Il mancato punteggio delle scuole paritarie

Questa regola stabilita dal ministero, che non permetterà a molti insegnanti di far valere il loro punteggio dell'anno di ruolo da aggiungere a quello del preruolo, per avere più possibilità di avvicinarsi a casa, è destinata sicuramente a destare molte polemiche. E' già successo nel mancato riconoscimento del punteggio di preruolo per chi ha svolto servizio nelle scuole paritarie. Anche in questo caso molti insegnanti si sono ritrovati a restare con le mani vuote, dopo interi anni passati ad insegnare nelle scuole non statali.

Le possibilità reali

Quali sono, quindi, le possibilità reali che molti docenti hanno di tentare il tutto per tutto per ritornare più vicino alle loro famiglie, se non possono accumulare punteggi che invece andranno a chi ha effettivamente svolto il servizio nel luogo in cui è stato destinato dalla mobilità obbligatoria dell'anno scorso?

Si rischia che molti vedano tutto ciò come uno svantaggio da pagare per aver scelto i motivi familiari che concretamente hanno impedito soprattutto ai docenti del Sud di spostarsi verso le zone del Nord Italia, dove c'è più disponibilità di cattedre.