Riprendiamo le ultime novità in merito al comparto previdenziale partendo dagli eventi chiave da tenere monitorati nelle prossime ore. Nella giornata di oggi prenderà infatti forma in Senato la risposta del Governo a quattro diverse interrogazioni della Commissione lavoro in merito all'istituto dell'opzione donna. Il tema centrale degli interventi è la richiesta di proroga della sperimentazione al 2018, consentendo in questo modo l'accesso alla misura anche alle contribuenti che risultano nate successivamente al 1958.

Secondo i Senatori che hanno posto in essere le interrogazioni, la prosecuzione dell'opzione donna permetterebbe di risolvere almeno in parte alcune iniquità presenti nel sistema. La situazione di stallo si è venuta a creare perché il diritto alla cristallizzazione delle eventuali domande di pensionamento di coloro che hanno maturato i criteri di legge entro il 2015 rende difficilmente stimabile l'impiego effettivo dei fondi stanziati, pertanto quest'ultimi non possono essere dirottati alla prosecuzione anche se al momento risultano delle eccedenze.

Pensioni: tra il 2018 ed il 2019 serviranno quattro mesi in più di lavoro

Nel frattempo sembrano destinati a crescere ancora i requisiti di legge ordinari per l'accesso alle Pensioni pubbliche. Tra circa un anno e mezzo scatterà infatti il nuovo adeguamento dell'età di quiescenza sulla base dell'aspettativa di vita, che potrebbe comportare un ulteriore incremento di quattro mesi per l'uscita dal lavoro.

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Se fosse confermato, sulla base delle proiezioni più recenti, l'adeguamento all'aspettativa di vita porterebbe la data di quiescenza con l'assegno di vecchiaia alle soglie dei 67 anni di età. Attualmente l'età di pensionamento per lo stesso istituto è fissata a 66 anni e 7 mesi. Ma l'incremento potrebbe riguardare anche l'uscita di anzianità, che per gli uomini potrebbe arrivare a toccare i 43 anni di contributi (un anno in meno per le lavoratrici).

A guardare alla data di quiescenza con attenzione non sono solo i futuri pensionati, ma anche le stesse aziende, che si trovano a gestire le politiche di turn over e ad amministrare il progressivo invecchiamento del proprio personale.

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