Si torna a parlare della cosiddetta riforma della Pubblica Amministrazione e in particolare delle visite fiscali che sarebbero in procinto ormai di passare in mano all'Inps in maniera definitiva e totale. In realtà avevamo già accennato tutto ciò qualche tempo fa, ma adesso è arrivato il via libera definitivo da parte del Governo e quindi il polo unico Inps per le visite fiscali diventerà un qualcosa di concreto. Ma a partire da quando e cosa cambia realmente? Andiamo a vedere tutto quello che c'è da sapere sull'argomento.

Visite fiscali, da quando il polo unico Inps?

Il ministro Marianna Madia ha spiegato che dal primo settembre prossimo avremo in Italia il polo unico per le visite fiscali. Di conseguenza, le competenze e i compiti di controllo passeranno dalle ASL (Azienda Sanitarie Locali) all'Inps (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), portando equità finalmente tra il settore pubblico e quello privato. Fino a quella data è prevista una fase ponte per il cambiamento delle regole sulle visite fiscali.

Ecco cosa cambia dall'1 settembre 2017

Ci saranno cambiamenti innanzitutto per quanto riguarda la determinazione dei fabbisogni delle pubbliche amministrazioni con un modello che passerà da un'impostazione piuttosto rigida ad uno che terrà conto delle esigenze concrete su un piano triennale.

Con la riforma delle PA, inoltre, viene confermato il fermo per le collaborazioni a partire dal 2018. Per quanto riguarda i lavoratori statali resta in vigore l'articolo 18 con un tetto massimo di ventiquattro mesi per il risarcimento. Un'altra novità importante è l'arrivo di norme più rigide per fare in modo che gli obblighi sulle assunzioni di disabili vengano rispettate maggiormente.

I licenziamenti

Non solo visite fiscali, dunque, perché con la riforma PA in atto si sono riviste anche le condotte che potrebbero portare al licenziamento disciplinare. Non solo assenze ingiustificate, falsi cartellini e dichiarazioni, da oggi anche chi viola in maniera grave i codici di comportamento, mostra di avere uno scarso rendimento o riceve valutazioni negative reiterate, potrà essere licenziato.

Viene sottolineato, però, che per arrivare al licenziamento c'è la necessità che queste valutazioni negative siano reiterate per tutti e tre gli anni coperti da ogni contratto di lavoro.

Per rimanere sempre aggiornati sul mondo del lavoro e delle pensioni è possibile cliccare sul tasto "Segui" presente accanto al nome dell'autore di questo articolo.