Nel bel mezzo dei lavori sui decreti attuativi riguardanti le misure come Ape e Quota 41 è intervenuto anche il Consiglio di Stato che ha fornito alcuni suggerimenti sulle probabili modifiche che potrebbero essere adottati dal Governo Gentiloni per quanto riguarda l'emanazione dei decreti.

Il Cds fornisce alcuni suggerimenti sui decreti

E' questo il motivo da cui nasce un'ulteriore ritardo nel varo dei Dpcm che dovevano essere già pronti alla data del primo maggio.

Pubblicità
Pubblicità

Cosa che preoccupa la maggior parte dei lavoratori che attendono il giorno in cui potranno presentare domanda per accedere all'Ape o al meccanismo di Quota 41. Dopo le modifiche suggerite dai giudici di Palazzo Spada, infatti, l'esecutivo dovrà preoccuparsi di accogliere le richieste del Cds e di apportare le opportune correzioni ai decreti. Solo dopo passeranno all'esame della Corte dei Conti e alla successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Pubblicità

Ape e Quota 41 slittano ancora

Stando alle indiscrezioni, i lavoratori che intenderanno accedere all'Ape sociale o alla Quota 41 avranno tempo fino al 31 luglio anche se manca ancora l'ufficialità del Governo. Mentre l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale avrà tempo fino al 30 settembre per certificare le istanze. Ormai è certo che non saranno tutti i lavoratori a beneficiare dei benefici previdenziali inseriti nella Legge di Bilancio. I destinatari, infatti, saranno i soggetti con in particolare condizione di disagio quali disoccupati privi di ammortizzatori sociali, caregivers che assistono familiari con disabilità grave, invalidi con una percentuale pari o superiore al 74 % e lavoratori addetti a mansioni particolarmente gravose. Tale categoria, però, dovrà dimostrare di essere in possesso di almeno 63 anni di età anagrafica accompagnati dai 30 anni di contributi (36 per i lavori usuranti).

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Pensioni

Tempi ancora più lunghi, invece, per l'Ape volontario che consentirebbe l'anticipo pensionistico attraverso un prestito erogato dallo Stato dopo il raggiungimento di almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi. Prestito che dovrà essere restituito in vent'anni su ogni rateo della pensione. Per l'anticipo pensionistico, infatti, ci saranno ancora molti aspetti da chiarire: dalle convenzioni con le banche alle modalità di accesso al finanziamento.

Da rivedere anche molti aspetti della Rita, la cosiddetta Rendita Integrativa Temporanea Anticipata. E' questo il motivo che potrebbe determinare uno slittamento di anche questa misura.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto