In data 31 maggio si sono svolte le prove suppletive per il concorso da 800 posti di assistente giudiziario e gli sviluppi negli ultimi giorni sono stati considerevoli. Vediamo cosa è successo.
Le ultime prove
In via di autotutela il Ministero della Giustizia ha permesso lo svolgimento di una prova aggiuntiva nei confronti di chi ha ottenuto una o più domande troncate nel corso della prima fase preselettiva. Le due tornate (mattutina e pomeridiana) si sono avute con qualche disguido secondo quanto dichiarato dai candidati dato che l'organizzazione era simile a quella delle precedenti prove tenutesi nei giorni dall'8 al 24 maggio ma appariva più improvvisata.
Non solo l'ingresso EST della Fiera di Roma sarebbe stato servito in maniera discontinua dalle navette messe a disposizione dall'organizzazione ma anche gli orari sono stati più insidiosi, sia per il ritorno e sia per lo svolgimento della prova.
I punteggi relativi alla tornata suppletiva sono già stati resi disponibili e potranno essere consultati con il consueto link predisposto dal ministero inerente alla verifica degli esiti.
Il primo ricorso serio: un malcontento generale
Ciò che sta facendo maggiormente discutere in questi giorni, è stato proprio il dispositivo cautelare emanato dal giudice del lavoro di Firenze, Stefania Carlucci, alla cui attenzione è stata rimessa una questione inerente alla cittadinanza di una candidata che non sarebbe di per sé ammessa nel bando di concorso.
Si tratta dell'albanese Mehillaj Orkida che ha proposto il ricorso unitamente ad una onlus dal nome "L'altro diritto" al fine di ottenere un qualche provvedimento idoneo ad una propria ammissione al concorso.
E difatti sembra esserci riuscita. Sebbene adesso sia estremamente difficile stimare i tempi di esecuzione nonché di ipotetici step concorsuali, è stato dato un alt temporano al ministero per la procedura pubblica di assunzione al fine di ammettere i candidati comunitari nonché coloro che sebbene siano provenienti da paesi esterni rispetto all'Unione Europea siano in regola con i permessi di soggiorno.
L'ordinanza parla chiaro: non solo si ordina di ammettere i ricorrenti al concorso (seppur con riserva), ma viene imposta anche la sospensione del concorso al fine di rimettere in termini tutti coloro che ritengono di possedere requisiti legati alla cittadinanza alla luce della pronuncia giurisdizionale, ormai reperibile integralmente su internet.
È chiaro che questa decisione - sebbene provvisoria - permetterà uno svolgimento sicuramente rallentato che potrebbe avere diversi risvolti dato che tutto dipenderà dalla posizione del Ministero della Giustizia che fino ad ora ha omesso dichiarazioni in merito.