Le ultimissime novità sulle Pensioni al 7 giugno 2017 giungono da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, che torna a parlare di quanto fatto fino ad oggi sulle misure relative alla pensione anticipata e sui precoci. A suo dire, con l'APE e con la Q41 il governo è andato nella giusta direzione ma ora l'obiettivo deve essere quello di eliminare i riferimenti temporali modificando il termine posto alla sperimentazione.

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Pensioni anticipate, Damiano: rendere APE e quota 41 strutturali

La fase di sperimentazione della flessibilità in uscita è stata fissata dall'esecutivo a dicembre 2018. Per il Presidente della Commissione lavoro alla Camera dei Deputati sarebbe importante ora espandere la scadenza della flessibilità in uscita al momento resa sperimentale dai decreti attuativi che entreranno in vigore subito dopo la pubblicazione degli stessi in Gazzetta Ufficiale.

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In una nota stampa, l'ex Ministro del Lavoro ha voluto complimentarsi con il governo per aver dato finalmente la possibilità ai lavoratori di uscire anticipatamente all'età di 63 anni, ma allo stesso tempo ha rilanciato per il prossimo futuro le nuove sfide in campo pensionistico.

Damiano: Rendere strutturali Ape e quota 41

In primis, dice nelle sue ultime dichiarazioni, vi sono ancora troppe lacune nell'attuale sistema pensionistico italiano, un sistema che purtroppo non va di pari passo col mercato del lavoro, lasciando fuori i giovani talentuosi e in trappola gli anziani meritevoli di pensione e riposo.

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Proprio per questa ragione, visto che qualche passo avanti è stato fatto, sostiene Damiano, sarebbe doveroso rendere strutturali Ape e Quota 41 e ampliare la sperimentazione oltre il 2018. Purtroppo, sostiene il Presidente della commissione lavoro, per i precoci si è fatto davvero troppo poco rispetto a quanto si era ipotizzato nei vari incontri. Eccessivamente rigidi i paletti imposti per poter uscire con 41 anni di contributi versati indipendentemente dall'età anagrafica del richiedente.

"Ai giovani il lavoro, agli anziani la pensione"

A settembre, dice piccato, nel corso degli incontri tenutosi tra esecutivo e rappresentanti dei lavoratori precoci erano stati siglati e messi a verbali degli accordi, che ad oggi sembrano mantenuti solo a metà. I giovani devono poter entrare al lavoro, mentre gli anziani poter dedicarsi ad altro. Il motto di Damiano - "Ai giovani il lavoro, agli anziani la pensione" - continua ad essere più che mai attuale. Inoltre il vero dramma resta anche il contributivo.

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Pensioni, novità da Damiano: il vero dramma è il contributivo

Uno dei grossi problemi, specifica Damiano in nota, è che con la riforma Dini le pensioni vengono ora liquidate con il sistema contributivo, che tende a penalizzare fortemente gli assunti tra il 1980 ed il 2000. Come se ciò non bastasse, la nefasta riforma Fornero consente l'uscita anticipata con 63 anni e 20 di contributi versati unicamente a quanti abbiano dalla loro un determinato reddito, pari o superiore a 1300 euro lordi mensili.

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Insomma Damiano evidenzia ancora i limiti del nostro sistema pensionistico e degli attuali decreti, che sono andati verso migliorie ma non hanno risolto alla radice molti dei problemi, tra questi appunto il dramma dei precoci, quei lavoratori, che meriterebbero tutti a prescindere dal lavoro svolto e dalle condizioni disagiate di poter accedere alla pensione dopo 41 anni di lavoro alle spalle. Non resta che comprendere se il Presidente della Commissione Lavoro riuscirà ancora a farsi ascoltare dal governo e se i lavoratori avranno ancora fiducia nelle sue proposte, dopo che il Ddl 857, a lungo inseguito dai precoci, sembra essere caduto nel dimenticatoio.

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