Le ultime notizie di oggi 2 giugno vedono arrivare anche presso il Parlamento Europeo la battaglia per l'eliminazione dei privilegi nell'erogazione delle Pensioni. Si chiede in particolare di eliminare la possibilità di ottenere un vitalizio dopo un solo anno di mandato e senza la copertura di adeguati versamenti. Nel frattempo proseguono le richieste dei lavoratori per quanto concerne le prime due misure di flessibilità previdenziale, ancora attese in Gazzetta Ufficiale nonostante la firma del Premier Gentiloni risalga ormai a oltre dieci giorni fa.

Proviamo a fare insieme il punto della situazione all'interno del nostro nuovo articolo di approfondimento.

Il M5S apre la discussione sui privilegi nelle pensioni dei Parlamentari Europei

Partiamo con una notizia in arrivo da Bruxelles, dove il M5S ha chiesto di intervenire sui vitalizi percepiti dagli europarlamentari. È stata quindi avanzata, attraverso una conferenza stampa. la proposta per rivedere i privilegi dei parlamentari europei riguardo la maturazione dei vitalizi dopo "appena un anno di mandato [...] e senza versare mai un euro di contributo", hanno spiegato Ignazio Corrao, Marco Valli e Laura Agea. Per cambiare la situazione, gli esponenti pentastellati propongono quindi di intervenire sull'art.

14 dello Statuto che regola la maturazione delle pensioni. "I Parlamentari europei devono pagare i contributi pensionistici e devono maturare tutti quei requisiti richiesti ai cittadini che rappresentano, ha concluso Valli commentando la nuova proposta di riforma.

Pensioni flessibili: ancora attesa per APE sociale e Quota 41

Nel frattempo in Italia prosegue l'attesa per l'arrivo in Gazzetta Ufficiale dei Decreti attuativi riguardanti l'APE sociale e la Quota 41.

La questione non appare di poco conto perché la scadenza per l'inoltro delle domande resta fissata al prossimo 15 luglio, pertanto il ritardo che si sta accumulando potrebbe andare ad ingolfare Inps e patronati non appena diventerà possibile procedere con l'inoltro della domanda. Resta poi da comprendere quali saranno i tempi di chiusura delle altre operazioni di flessibilità, come nel caso dell'APE volontaria e di quella aziendale.

Per queste misure ci potrebbero volere ancora diverse settimane prima di arrivare alla firma dei decreti attuativi, con la conseguenza che fino ad allora resterà congelata anche la possibilità di ricorrere alla Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) dei fondi pensione.

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