Negli ultimi giorni è stato comunicato ai sindacati il nuovo decreto sugli organici del prossimo anno scolastico per il personale ATA. Purtroppo le notizie non sono delle migliori, in quanto il provvedimento deve essere solo approvato e prevederebbe un taglio di più di 30 posti voluto ed imposto dal Ministero dell'Economia. Questa decisione si aggiunge ad altre che hanno penalizzato la categoria di assistenti amministrativi e collaboratori scolastici che negli ultimi anni sono stati ignorati sia dal piano di straordinario di immissioni in ruolo della riforma sia da parte del potenziamento degli istituti. Non sono tardate le proteste e soprattutto i dissensi, dal sud al nord della penisola.

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La risposta di Anief

Il Presidente Nazionale Anief e segretario confederale Cisal, Marcello Pacifico, ha auspicato che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non firmi il decreto sugli organici del personale ATA, in quanto la legge 107/2015 non ha fatto altro che moltiplicare gli impegni e le incombenze amministrative soprattutto dopo che i governi degli ultimi anni hanno soppresso quasi 50mila posti tra coloro che erano parte integrante di questa categoria di lavoratori. Nel messaggio inoltrato al Presidente Mattarella, è stato specificato come dal 2011 non ci siano state altre immissioni in ruolo e che la legge 133 del 2008 sia stata la capostipite di tutti i tagli scolastici.

Non si è fatto altro che creare disagi. soprattutto volendo favorire l'utilizzo del computer ai danni del lavoro umano. Contro il blocco delle assunzioni è stata attivata una class action e, secondo Pacifico, sara fatto altrettanto, qualora dovesse verificarsi la pubblicazione del decreto sugli organici del prossimo anno. Infine, Anief ha voluto evidenziare come il personale ATA può aderire ai loro ricorsi per la stabilizzazione, per gli scatti di stipendio, per l'estensione dei contratti al 31 agosto ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA e per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi.

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A questo proposito, c'è da segnalare la mancanza di un reale concorso attivato per il direttore dei servizi generali ed amministrativi che non si verifica da ormai più di vent'anni e 19 regioni su 20 in Italia non hanno più questo ruolo coperto che vige solo ed esclusivamente in Lombardia. Quindi per il presidente Mattarella e per il governo stesso ci sarà molto da lavorare al fine di garantire ai lavoratori la possibilità di partecipare a concorsi pubblici.