In archivio buona parte della riforma della Pubblica Amministrazione, proseguono le trattative e le proposte dei sindacati per il rinnovo dei contratti statali dei quattro comparti del pubblico impiego. Su uno di questi, quello della conoscenza del quale fa parte la Scuola, si intensificano le riflessioni per riportare la figura del docente al centro dell'istruzione. Le questioni che portano a questo punto di partenza sono varie: dagli aumenti degli stipendi, bloccati dal 2009, alla distribuzione dei bonus.

Non per ultimo, il problema dell'invecchiamento degli impiegati Ata e del corpo dei docenti della scuola, con ripercussioni anche sulle possibilità di uscita per la pensione. L'attuale riforma del sistema previdenziale, infatti, almeno formalmente non è adeguato alla previdenza della scuola: le nuove forme di pensione anticipata (anticipo pensionistico social e precoci con quota 41, riconosciuti solo ad alcune categorie di insegnanti) non hanno calibrato le diverse decorrenze di uscita (1° settembre rispetto al 1° gennaio di ogni anno) del personale scolastico.

Riforma Pa 2017 e contratti statali: aumenti stipendi con bonus per docenti scuola e pensioni

Uno dei sindacati, lo Snals/Confsal, ha ben accettato le iniziative in tema di rinnovo dei contratti statali e della scuola del ministro dell'Istruzione. Valeria Fedeli, infatti, ha recentemente ribadito la necessità che il rinnovo dei contratti statali debba avvenire entro il termine del 2017. La fase delle trattative che si aprirà all'Aran tra qualche giorno dovrà tenere conto delle reali necessità del personale della scuola, tra le quali il recupero delle retribuzioni perdute negli anni del blocco, l'equiparazione dei diritti dei docenti precari, la formazione, i 2 livelli negoziali (oltre al contratto nazionale, anche la contrattazione decentrata).

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Senza dimenticare le richieste specifiche dei tanti impiegati Ata. E, inoltre, c'è da affrontare la questione degli aumenti degli stipendi legati al bonus: il meccanismo introdotto dalla Buona scuola di Renzi non ha, probabilmente, centrato l'obiettivo di un'efficacia valorizzazione del merito.

Ultime novità contratti statali scuola 2017: bonus merito e giusta valutazione

Infatti, il bonus dei docenti, secondo il sindacato, nell'obiettivo di applicare criteri quanto più oggettivi di premiazione dei più meritevoli, ha fallito.

L'incentivo non è stato tanto quello di meritare di più, quanto quello di entrare nelle grazie dei dirigenti scolastici per assicurarsi il premio nel salario accessorio. Il rinnovo dei contratti statali dovrà produrre, secondo il sindacato, un nuovo meccanismo di assegnazione dei bonus: l'erogazione dei premi dovrà avvenire tramite regole non discrezionali ma, soprattutto, dette regole dovranno rientrare all'interno del rinnovo del contratto della scuola.

Ed il bonus non dovrà essere l'unico incentivo che valuterà il merito dei docenti della scuola: dovrà essere accelerata anche la trattativa riguardante le progressioni di carriera.

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