Con l'aumento di cinque mesi della pensione di vecchiaia a partire dal 2019, anche la pensione anticipata aumenterebbe nella stessa misura. Infatti, è proprio notizie degli ultimi giorni che la Ragioneria dello Stato ha provveduto ad aggiornare le tabelle delle pensioni degli italiani con gli aumenti dell'età di uscita, sia per l'anticipata che per la pensione di vecchiaia. E, sulla base dei calcoli dell'Istat, non solo le pensioni di vecchiaia passerebbero, dal 2019, a 67 anni di età, ma anche la pensioni anticipate richiederebbe un'età minima di 64 anni.
Conseguentemente, aumenterebbe anche la pensione anticipata degli anni dei soli contributi (indipendentemente dall'età di uscita), raggiungibile attualmente con 42 anni e 10 mesi di versamenti (fino a tutto il 2018) e con 41 anni e 10 mesi per le donne. Ma non si tratterebbe degli unici aggiornamenti dei requisiti per le pensioni anticipate e di vecchiaia: infatti, le tabelle arrivano fino al 2065 con modifiche per ogni biennio.
Novità età uscita pensione anticipata 2017/2065: requisiti necessari
L'aumento dell'età di uscita per la pensione anticipata e per quella di vecchiaia dal 2019 dovrà essere confermata dal Governo Gentiloni entro la fine dell'anno nella legge di Bilancio 2018. Tuttavia, è possibile verificare già da adesso quali sarebbero gli effetti di rinvio sull'uscita dei lavoratori.
Infatti, per la pensione anticipata con i soli contributi versati, si passerebbe ai 43 anni e 3 mesi dal 2019 (le donne, sempre un anno in meno, a 42,3), ai 43,6 (e 42,6 per le donne) dal 2022, ai 43,9 del 2025. I successivi adeguementi di età della pensione anticipata fino al 2065 sono calcolati di conseguenza:
- dal 2027 pensione anticipata con 43 anni e 11 mesi di contributi versati (per le donne, 42 anni e 11 mesi);
- dal 2031 uscita anticipata con 44,3 di contributi;
- dal 2033 con 44 anni e 5 mesi;
- dal 2037 con 44 anni e 8 mesi;
- dal 2042 con 45 anni di versamenti (donne 44);
- dal 2045 pensione anticipata con 45,4;
- dal 2050 uscita anticipata con 45,9;
- dal 2055 con 46 anni e due mesi;
- dal 2060 cpm 46,6;
- dal 2065 pensione anticipata con 46,10.
Ultime oggi sulle pensioni anticipate: l'uscita con il contributivo
L'alternativa, soprattutto per le generazioni meno prossime all'uscita, è la pensione anticipata interamente con il calcolo contributivo.
E' prevista per chi ha iniziato a lavorare dal 1996, ma è riservata a chi abbia un importo di pensione futura che sia pari ad almeno 1.200 euro, da rivalutare nel tempo (2,8 volta la pensione sociale). Attualmente è prevista a 63 anni e 7 mesi, ma passerebbe a 64 con gli aumenti del 2019 e a 64 anni e tre mesi con l'aggiornamento successivo del 2021/2022. I susseguenti aumenti di età per la pensione anticipata rimanderebbero l'uscita per la pensione anticipata a 64 anni e 6 mesi dal 2025, a 64,8 dal 2027, a 65 anni dal 2031 e a 65 anni e due mesi del 2033. I gradini successivi sono nell'ordine:
- nel 2037 pensione anticipata a 65,5;
- nel 2042 a 65 anni e 9 mesi;
- nel 2045 uscita anticipata a 66,1;
- nel 2050 a 66,5;
- nel 2055 a 66,10;
- nel 2060 anticipata a 67,2;
- nel 2062 uscita anticipata a 67,6.
E' da notare, infine, che per rispetto alle generazioni precedenti, la pensione anticipata dei lavoratori dal 1996 è di difficile raggiugimento: infatti, la discontinuità e la precarietà dei lavori degli ultimi decenni causa la non praticabilità di questo canale di pensione.
Non a caso, proprio la "Fase 2" delle pensioni che verrà discussa dal Governo Gentiloni e dai sindacati nel prossimo autunno dovrà trovare delle soluzioni per arginare la rigidità dei requisiti richiesti dal meccanismo del calcolo contributivo.