I lavoratori che percepiranno assegni inferiori agli 800 euro mensili e i cattivi pagatori non potranno accedere al nuovo prestito pensionistico ipotizzato dall'ex Premier Matteo Renzi e che entrerà in vigore dopo l'estate. E' quanto emerso a seguito del parere espresso dal Consiglio di Stato sul decreto attuativo che dovrebbe essere pubblicato entro settembre.

Come già tanti sanno, per fruire della misura occorrerà fare ricorso agli istituti di credito e di assicurazione che hanno stipulato la convenzione, i quali si occuperanno di erogare il prestito da restituire in vent'anni con dei microprelievi nel momento in cui vengono raggiunti i requisiti per la pensione di vecchiaia.

L'Ape volontario, infatti, è garantito a tutti i lavoratori in possesso di almeno 63 anni di età anagrafica e 20 anni di contributi effettivamente versati a condizione di non trovarsi a più di tre anni dal pensionamento di vecchiaia.

A rischio esclusione i percipienti di assegni bassi

E' ovvio, che nel beneficio vengono compresi tutti i lavoratori appartenenti al settore pubblico e privato iscritti all'assicurazione generale obbligatoria oltre agli artigiani, commercianti, ai coltivatori diretti e ai lavoratori autonomi. Il decreto attuativo è già passato in esame del Consiglio di Stato, il quale avrebbe espresso parere favorevole seppure con qualche particolarità. Stando quanto recita l'art. 7 comma 8, infatti, stabilisce che resteranno esclusi dalla nuova misura previdenziale i 'cattivi pagatori', ovvero, tutti i lavoratori che hanno debiti scaduti e non saldati da più di 90 giorni con istituti di credito o finanziarie.

Inoltre, a rischiare l'esclusione sono anche i lavoratori che percepiscono assegni lordi inferiori a 800 euro mensili i quali difficilmente potrebbero far fronte al prestito previdenziale.

A settembre partirà l'Ape volontario

Limitazioni che potrebbero escludere non pochi lavoratori e che andrebbero a penalizzare le categorie più deboli. Secondo i giudici di Palazzo Spada, infatti, sarebbe necessario la riformulazione della norma al fine di escludere solo i debitori nei confronti di banche e istituti finanziari visto che, secondo la norma evidenziata nel decreto verrebbero esclusi anche i lavoratori con debiti nei confronti di vari fornitori. Ed è questo motivo che potrebbe generare un ulteriore ritardo nella pubblicazione del Dpcm anche se il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha rassicurato che la misura diventerà operativa a partire da settembre.