Ape sociale e quota 41 sono misure già avviate per le quali sono state già presentate le domande e che numeri alla mano, hanno riscosso un notevole successo. Le due misure però non sono quelle che rispondono all’esigenza di flessibilità del sistema previdenziale, perché coprono una ristretta platea di lavoratori, tutti disagiati chi per motivi di reddito (disoccupati), chi per motivi di salute (invalidi e caregivers) e chi per motivi lavorativi (attività gravose). Il pacchetto previdenziale fuoriuscito dalla Legge di Bilancio in vigore dallo scorso 1° gennaio 2017aveva un’altra misura parallela alle due già attive, l’Ape volontaria.

Questa misura doveva partire insieme alle altre, ma in sede di attuazione ha racimolato un considerevole ritardo. Come riportano la nota agenzia di informazione Ansa ed il quotidiano “Il Corriere della Sera” di ieri 12 agosto, sembra che tutto si pronto e presto, il decreto attuativo sarà firmato dal Premier Gentiloni.

Come funziona la misura

L’Ape volontario rispetto a quella sociale o alla quota 41 si applica a tutte le tipologie di lavoratori, senza vincoli particolari se non quelli anagrafici e contributivi. Servono almeno 63 anni di età e solo 20 di contributi versati. La pensione però è erogata in prestito da parte di una banca e questa risulta essere la principale novità introdotta nella previdenza sociale.

In pratica, la pensione sarà erogata dall’Inps, ma sarà finanziata da una banca come un normale prestito. L’anticipo sarà erogato fino a quando il soggetto richiedente e poi beneficiario, percepirà la sua vera e propria pensione di vecchiaia, cioè a 66 anni e 7 mesi di età, sempre che l’aspettativa di vita non produca il paventato aumento che porterà le pensioni oltre i 67 anni. il finanziamento bancario è erogato con interessi e spese assicurative che andranno a formare il debito accumulato dal pensionato durante gli anni di anticipo. Il pensionato dopo aver usufruito dell’anticipo pensionistico, inizierà a restituire il debito accumulato con trattenute mensili sulla pensione futura, per la durata totale di 20 anni.

Novità nel decreto?

Il decreto dopo la firma del Premier dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale per diventare effettivo ed in vigore. La natura dell’Ape volontario è sicuramente la causa del ritardo di attuazione. Il Governo deve stringere convenzioni con le banche che aderiranno al progetto e sembra che questi accordi, non essendo stati ancora stipulati, potrebbero essere successivi al decreto attuativo. L’Iter di attuazione è lungo con i necessari passaggi del provvedimento sia in Corte dei Conti che in Consiglio di Stato. Ad oggi ipotizzare l'avvio a settembre per questa misura, sembra possibile. Proprio gli appunti mossi dal quest’ultimo sembra abbiano portato alcuni correttivi al decreto.

Nulla di eccezionale dal punto di vista della misura, che resta sempre quella inizialmente prevista con la rata di debito da pagare, con l’Ape senza tredicesima, non reversibile e non rivalutabile e con la detrazione fiscale del 50% relativa ad interessi bancari e spese assicurative. La Corte dei Conti ha solo osso l’appunto, recepito dal Governo e quindi confermato nel decreto, della decorrenza delle eventuali pensioni in Ape volontario. La misura partirà come previsto il 1° maggio 2017 e pertanto, i lavoratori avranno diritto, una volta accolta l’istanza, agli arretrati a partire proprio da quella data.