Giorni tribolati quelli che attendono il Governo da qui a fine anno. Dopo le vacanze, si entra nella fase cruciale della vita annuale di un esecutivo, con la Legge di Stabilità da varare per farla entrare in vigore l’anno successivo. Prima ancora, l’ennesimo incontro con i sindacati sul tema della previdenza e del lavoro, fissato per il 30 agosto e poi la pubblicazione del DEF, il Documento di Economia e Finanza, per il 20 settembre. Argomenti caldi come al solito, le pensioni ed il lavoro e ci sono novità sostanziali per tutte e due le esigenze di molti italiani.

Servono soldi e tanti per finanziare ciò che di cui l’Italia avrebbe bisogno per le due prerogative, soldi che probabilmente il Governo non potrà spendere. Intanto, anche in seno alla maggioranza ci sono divisioni circa le priorità da inserire nella manovra finanziaria.

Lavoro e pensioni in contrapposizione

Da giorni circolano le notizie che vogliono il Governo indirizzato ad inserire nella Legge di Bilancio misure per il rilancio dell’occupazione, specialmente quella giovanile e poco altro. In pratica, sembra che le politiche di rilancio occupazionale siano la priorità dell’esecutivo, a discapito delle esigenze del sistema previdenziale. I sindacati che mercoledì saranno al Ministero del Lavoro per il summit, hanno già fatto capire di non essere d’accordo con quella che sembra una contrapposizione tra lavoro ai giovani e pensioni.

Per le parti sociali le due cose vanno di pari passo, perché mandare in pensione prima i vecchi lavoratori aprirebbe al turnover ed al ricambio generazionale immediatamente.

Come riporta l’edizione digitale del quotidiano “La Repubblica” di ieri, anche l’ex Premier Renzi pare sulla stessa linea dei sindacati. Il segretario del PD a capo di un sempre più nutrito gruppo interno al partito, suggerisce al Premier Gentiloni di lasciare spazio in manovra anche alle pensioni. Magari sfruttando il tesoretto lasciato dal Governo Renzi e quanto guadagnato con la ripresa del Pil. Evidente che l’interesse dell’ex Premier per i pensionati nasconde anche una sorta di anticipo della campagna elettorale per le prossime Politiche, questo quanto sospetta il quotidiano che ha riportato il pensiero di Renzi.

Pensione di garanzia rinviata

Per i giovani, Gentiloni, ma anche il Ministro Poletti hanno confermato come siano in fase di lancio sgravi da concedere alle aziende per le nuove assunzioni. Sgravi permanenti e non temporanei che dovrebbero riguardare giovani al di sotto dei 35 anni e porterà una decontribuzione di 2.600 euro circa ad assunzione. I giovani però entrano anche nel discorso previdenziale, con l’incontro del 30 agosto che dovrebbe ritornare a trattare di fase 2 di riforma, con la pensione di garanzia. Si tratta della pensione minima da garantire ai giovani che oggi hanno difficoltà a trovare lavoro stabile e che sono stretti nella morsa del precariato e della disoccupazione.

Sembrava la cosa più facile da fare, con Governo e sindacati che erano sulla stessa linea in tema pensione minima di garanzia, ma nelle ultime ore sembra che il clima sia cambiato.

Il Governo con il dualismo creato tra pensionati e giovani, sembra sia intenzionato a far slittare l’ingresso della pensione di garanzia nella previdenza italiana, solo dal 2019. Anche questa misura sarà probabilmente sacrificata nell’immediato, sull’altare delle politiche occupazionali. I sindacati mercoledì potrebbero iniziare la lotta spuntando dal Governo quanto meno la promessa che la pensione di garanzia non finisca nel cassetto e che venga lanciata non più tardi del 2019. Un discorso che si allargherà anche al nodo aspettativa di vita ed alla pensione che proprio dal 2019 potrebbe slittare a 67 anni. Anche in questo caso ci si attende la presa di posizione dei rappresentanti di pensionati e lavoratori seduti al tavolo.