L'Ape volontaria doveva debuttare il mese di maggio ma a causa delle modifiche richieste dal Consiglio di Stato solo oggi il decreto è stato firmato dal Premier Gentiloni. Il decreto consentirà agli aventi diritto di poter anticipare l'uscita dal mondo del lavoro fino a 3 anni e 7 mesi prima. Il lavoratore dovrà essere in possesso di almeno 20 anni di contributi e un'età minima di 63 anni. Le domande per potervi accedere dovrebbero essere inoltrate a partire dal mese di ottobre. L'ape volontaria consentirà, a chi ha raggiunto i limiti indicati nel decreto, di usufruire di un prestito pensionistico erogato da un istituto di credito che, per convenzione con lo Stato, dovrebbe avere il tasso del 2,75 %.

Il prestito dovrà essere restituito in 20 anni. A questo si aggiunge che il prestito avrà la copertura delle assicurazioni che, nel caso di premorienza dell'assicurato, procederanno a sanare il capitale residuo. Il tasso complessivo tra banca e assicurazione non dovrebbe superare il 4,75%. Sarà possibile detrarre il 50% del prestito che andrà a carico delle casse pubbliche.

Chi ne potrà usufruire

Potranno usufruire dell'Ape volontaria tutti i lavoratori del pubblico, del privato e i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell'INPS.

Il governo stima che saranno circa 300.000 i lavoratori a usufruire, nel 2017, dell'Ape volontaria mentre nel 2018 la previsione è di 115.000 persone. In ogni caso le convenzioni con Abi e Ania non sono state ancora siglate. La sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi ha scritto su Facebook una nota in merito all'Ape sottolineando che il governo Gentiloni ha voluto dare corpo alle esigenze dei cittadini come era previsto nei mille giorni.

La Boschi ha proseguito precisando che c'è una politica che parla e un'altra che fa del suo meglio per portare avanti un cambiamento nella vita delle persone.

Per poter accedere al prestito il lavoratore dovrà prima chiedere la certificazione della futura pensione. Successivamente avrà accesso agli istituti di credito e alle assicurazioni convenzionate così da poter scegliere con chi sottoscrivere la proposta.

Il lavoratore potrà quindi decidere quanto dovrà essere l'entità del prestito che verrà, una volta accettato, restituito in rate mensili. Quando si avrà diritto alla pensione l'INPS erogherà la pensione decurtata dell'importo della rata di ammortamento. La rata è comprensiva di capitale, interesse e assicurazione. Nel caso di premorienza del pensionato l'assicurazione provvedere a saldare l'istituto di credito e la possibile reversibilità verrà erogata senza decurtazioni.

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