Data importante quella di oggi, lunedì 4 settembre, per milioni di lavoratori italiani, poiché è arrivata la firma del premier Gentiloni sull'Ape volontaria, il provvedimento sulle pensioni atteso dallo scorso mese di maggio. La sua uscita, ritardata fino ad oggi, completa quello che era il pacchetto previdenziale inserito nella Legge di Stabilità per il 2017. Con un ritardo di 4 mesi, la nuova misura è pronta al suo debutto. E' importante, fin da subito, conoscere il reale funzionamento dell'anticipo e i suoi costi, che andranno a gravare nelle tasche dei lavoratori che decideranno di andare in pensione con qualche anno di anticipo rispetto ai requisiti anagrafici fissati dalla riforma Fornero.
Cos'è l'Ape volontaria
Il provvedimento sull'Ape volontaria è realtà, ma sono ancora in pochi a conoscerla veramente. Per prima cosa, occorre sottolineare come si tratti di una misura che certifica il ritorno della flessibilità in uscita nel mondo del lavoro, quella flessibilità che era rimasta praticamente bloccata dopo il varo della legge Fornero. Un ulteriore strumento, in mano ai lavoratori italiani, che potranno scegliere se andare in pensione volontariamente, pagando di tasca propria, oppure gratuitamente, soltanto però se rientrano in una delle categorie determinate dall'Ape social.
Si tratta, a tutti gli effetti, di una pensione anticipata. Saranno i lavoratori stessi a decidere, liberamente, se usufruirne o meno.
A che età si può andare in pensione attraverso l'anticipo pensionistico volontario? Fino a 3 anni e 7 mesi prima, quindi all'età di 63 anni anziché i 66 anni e 7 mesi richiesti attualmente dalla riforma pensioni della Fornero. Chi la può richiedere? Tutti, vale a dire i dipendenti pubblici e privati, i lavoratori autonomi e coloro che sono iscritti alla gestione separata dell'Inps. Ce lo ha ricordato anche oggi Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio.
Requisiti, costi e ruolo banche
Oltre il requisito anagrafico, 63 anni di età, sarà necessario aver maturato 20 anni di contributi prima di richiedere l'accesso al prepensionamento volontario. Un altro dato molto importante riguardata la retroattività del provvedimento.
Così come accaduto in passato per l'Ape social, possono presentare domanda per l'Ape volontaria anche chi aveva maturato i requisiti già dal primo maggio. C'è tempo per la presentazione della richiesta fino a 6 mesi dall'entrata in vigore del decreto attuativo.
Capitolo costi. Andare in pensione prima costerà al portafoglio del pensionato un importo massimo fino al 5,5 per cento dell'importo dell'assegno previdenziale (il minimo è rappresentato da un valore pari al 2 per cento). Bisogna però sottolineare che, di fatto, la percentuale sarà minore poiché interverrà il credito d'imposta, previsto per legge. Per quanto riguarda il ruolo delle banche, al momento mancano ancora le convenzioni con Ania e Abi, anche se sulla carta non dovrebbe poi mancare tanto, vista l'accelerata nelle ultime ore del governo Gentiloni. In caso di morte del pensionato prima della restituzione del prestito interviene l'assicurazione. Trascorsi vent'anni dall'erogazione della pensione, quest'ultima torna all'importo pieno.