L'intesa con il governo sula fase due della riforma pensioni sembra ancora molta lontana, non lasciano bene sperare le ultime dichiarazioni di vari esponenti dell'esecutivo guidato dal premier Paolo Gentiloni che hanno ribadito a più riprese la difficoltà a trovare le risorse necessarie per coprire gli interventi sul fronte previdenziale. Un passo indietro a sorpresa da parte del governo dopo le aspettative alimentate in questi mesi e in questi anni, prima dal Governo Renzi e poi dal Governo Gentiloni. Ma i sindacati non perdono la speranze e fino all'ultimo tenteranno di trovare un accordo, in particolare per bloccare l'aumento dell'età pensionabile previsto dalla legge Fornero.

Pensioni, le parti sociali alla ricerca di un'intesa con il Governo Gentiloni

"E' una questione ancora aperta", ha detto oggi il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, a proposito dell'adeguamento dei requisiti anagrafici per l'accesso al trattamento previdenziale alle speranze di vita rilevate dall'Istat (Istituto nazionale di statistica). Ma "fino all'ultimo - ha sottolineato il dirigente sindacale secondo quanto riporta l'Ansa - cercheremo un accordo". Le ultime notizie arrivate in questi giorni da Palazzo Chigi non lasciano spazio a dubbi: il governo intende andare avanti con l'aumento dell'età pensionabile per non rompere l'equilibrio del sistema previdenziale creato con la legge Fornero e per non mettere a rischio i conti pubblici incrinando così i rapporti con l'Unione Europea.

Ma, a parte la salvaguardia finanziaria, restano i problemi sociali creati dalla legge Fornero, tra cui l'aumento dell'occupazione giovanile.

Scontro aperto sull'adeguamento dell'età pensionabile alle speranze di vita

"Congelare l'automatismo, una sorta di 'scala mobile' dell'età - ha spiegato oggi Barbagallo oggi durante l'attivo della Uil sul pubblico impiego che si è svolto a Roma - non consterebbe nulla per il 2018". Il segretario generale della Uil propone quindi di istituire una specifica commissione per modificare il meccanismo dell'adeguamento previdenziale alle speranze di vita tenendo conto delle differenze tra i lavori svolti. "Sono cose diverse - ha sottolineato Barbagallo - lavorare dietro una scrivania o davanti a un altoforno".

Sul riconoscimento della diversità dei lavori puntano anche la Cisl e la Cgil che anche sulla fase 2 si stanno muovendo in perfetta sintonia con la Uil. Infatti, i tre sindacati più rappresentativi hanno già presentato al governo una piattaforma unitaria sulla quale stanno cercando un'intesa. Sarà trovato l'accordo? Questo è ancora tutto da capire. se ne saprà qualcosa di più nei prossimi giorni quando torneranno a incontrarsi esecutivo e parti sociali.