L'hanno ribattezzato "vitalizio day" ma quella che i 608 parlamentarli percepiranno al compimento dei 65 anni è una vera e propria pensione. Luigi Di Maio aveva lanciato qualche mese fa un countdown, che si è rivelato evidentemente infruttuoso nonostante il primo sì della Camera alla legge Richetti sui tagli ai vitalizi (di oggi e del passato). Le polemiche, tra i lavoratori, non mancano. La notizia della giornata odierna, che si va ad aggiungere alle ultime novità sulle pensioni aggiornate alla data di oggi, sarà un'ulteriore motivo di protesta fra le categorie di lavoratori attese il 20 settembre a Roma per una nuova manifestazione contro le politiche previdenziali del governo.
Pensioni dopo 4 anni, 6 mesi e 1 giorno di lavoro
Oggi è un bel giorno per 608 parlamentari, che hanno tagliato il traguardo dei 4 anni, 6 mesi e 1 giorno, sufficienti per maturare il diritto ad una pensione di 1.000-1.100 euro quando avranno compiuto 65 anni.
La prima cosa che salta agli occhi è la disparità di trattamento fra un lavoratore "normale" ed un parlamentare. Allo stato attuale delle cose, i lavoratori italiani hanno l'accesso alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi, limite che molto probabilmente verrà innalzato di ulteriori 5 mesi a partire dal 1° gennaio 2019 per effetto dell'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita.
Un'ulteriore disparità è data dagli anni contributivi effettivamente versati che risultano sufficienti per ottenere una pensione consistente.
Per fare un esempio, la maggior parte dei lavoratori precoci oggi non possono prendere la pensione fino a quando non avranno maturato 42 anni e 10 mesi di contributi. Tale soglia è destinata ad aumentare dal 1° gennaio 2019, quando occorreranno 43 anni e 3 mesi. E così via, fino a raggiungere i 45 anni nel 2035 e i 46 anni nel biennio 2047-2048.
Al completamento di 2 legislature l'età pensionabile si abbassa ulteriormente
Non è detto che i 608 parlamentari ottengano la pensione all'età di 65 anni, ad oggi 1 anno e 7 mesi prima rispetto ai lavoratori cosiddetti "normali" e con una carriera contributiva alle spalle molto diversa. Infatti, chi riuscirà a raggiungere il traguardo di due legislature andrà in pensione a 60 anni.
Saranno sufficienti altri 4 anni, 6 mesi e un giorno. Ciò significa che con 9 anni di contributi e 2 giorni, i parlamentari accedono alla pensione calcolata mediante il metodo contributivo all'età di 60 anni. Sei anni e 7 mesi prima, ad oggi, rispetto a tutti gli altri lavoratori del Paese.
Vi ricordiamo che il giorno 20 settembre i lavoratori precoci e le lavoratrici che chiedono la proroga di Opzione Donna al 2018 scenderanno in piazza a Roma in segno di protesta contro il governo. Anche i sindacati si sono detti pronti alla mobilitazione qualora l'esecutivo non accolga le loro richieste in merito alla fase 2 della riforma pensioni. Per le eventuali dichiarazioni di politici e sindacalisti riguardo alla giornata del "vitalizio day" e le ultime notizie sulle pensioni aggiornate cliccate il tasto Segui in alto a destra.