Le ultime novità sulle Pensioni anticipate e in particolare su precoci e ape sociale riguardano più fronti, da un lato l'incontro tra Governo e sindacati che si terrà oggi e che dovrebbe vedere la ripresa della Fase 2 del cantiere previdenziale, dall'altro l'attesa graduatoria dell'Inps su quanti hanno presentato la prima istanza per accedere alla pensione anticipata. Purtroppo gli stati d'animo che caratterizzano i lavoratori precoci e non sono variano dalla delusione, alla rabbia ed al risentimento nei confronti del Governo e dell'Inps per quanti si sono visti rigettare la richiesta di pensione.

Stando agli ultimi calcoli fatti e ai dati riportati da diverse testate giornalistiche le domande accolte sono solamente il 30% di quelle presentate, un boom di pratiche rigettate che ha gettato nello sconforto quanti ambivano all'uscita anticipata con Quota 41 e ape sociale.

Pensioni anticipate, sogno infranto per il 70% dei lavoratori

Nei giorni scorsi si era parlato della possibilità che alcuni, per mancanza di fondi, potessero vedersi slittare l'erogazione dell'assegno al 2018 pur avendo maturato i requisiti, ora per coloro che sul portale Inps si sono visti indicare 'si accolta se rientra tra gli ammessi' vi è almeno una certezza, avranno diritto da subito all'erogazione della pensione.

Il dato allarmante infatti non sta nella carenza dei fondi a disposizione, ma nel fatto che moltissime domande non sono state accolte, già i paletti per accedere alla quota 41 e all'ape sociale erano considerevoli, ma nonostante ciò 66.000 avevano presentato la prima istanza. Ora si apprende di un boom di domande rigettate, ben 46.000 sarebbero i lavoratori ad aver ricevuto 'il due di picche' dall'Inps.

Moltissime le ragioni addotte dall'Inps e aspramente criticate dall'Inca Cgil, fuori anche moltissimi quarantunisti, ma per l'ente di previdenza è tutto regolare, le domande rigettate non rispettavano i requisiti, per i sindacati si sono usati eccessivi restringimenti che hanno impedito l'utilizzo di quella che doveva essere un'apertura alla flessibilità in uscita.

Sindacati sul piede di guerra, Governo dia risposte serie o avanti con la mobilitazione

Oggi procederà il tavolo di confronto tra Governo e sindacati, Poletti nei giorni scorsi ha convocato Cgil, Cisl e Uil per riprendere il confronto in vista della prossima Ldb 2018, i sindacati confidano che si affronti il tema previdenziale e che si vadano a toccare i molti nodi critici rimasti incompiuti, come: stop dell'adv, le ragioni infondate della moltitudine di domande rigettate per la pensione anticipata, politiche tutelanti per i giovani, maggiori ammortizzatori sociali, una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura e altro ancora.

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Se, fa sapere Camusso, non si avranno risposte sensate si proseguirà con la mobilitazione. Un Governo che non tiene conto della diversità dei lavori vuol dire che non è in grado, ha detto la leader della Cgil, di proporre cambiamenti rispetto alle necessarie flessibilità di sistema. Se non si comprende, ha chiosato, che se uno sta in catena di montaggio per 41 anni ha diritto alla pensione, indipendentemente dall'aspettativa di vita perché il suo lavoro basta e avanza, quanto meno non si aggiungano ulteriori danni e si blocchi l'adeguamento dell'età pensionabile legato al meccanismo automatico dell'adv.

Durissimo anche il giudizio sui primi risultati emersi dall'Inps relativi all'ape sociale e alla quota 41 precoci: “Se oltre il 60 per cento delle domande vengono respinte vuol dire che l’idea non era quella di dare risposta a un disagio reale". Al momento, restando così le cose, pare che solo 20.000 persone riusciranno nel 2017 ad accedere alla pensione anticipata a fronte delle 60.000 stimate. Voi rientrate tra questi pochi fortunati?

Vi terremo certamente informati sull'esito dell'incontro di oggi tra Governo e sindacati, voi per avere info aggiornate iscrivetevi al nostro portale attraverso il seguente link, un messaggio vi aggiornerà delle ultime novità.

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