Parole forti quelle pronunciate da Susanna Camusso, leader della Cgil, durante la manifestazione di sabato, intervenuta a Milano per il presidio in piazza Beccaria. Parlando di Pensioni, la segretaria generale del sindacato ha messo nuovamente in evidenza i punti più importanti. Fra i temi toccati, un ruolo da protagonisti lo hanno avuto i lavoratori precoci, citati in più di un'occasione sia per quanto riguardo l'aspettativa di vita che per le domande bocciate dall'Inps. Nel suo discorso, la Camusso ha incluso anche l'Ape social e gli esodati, in riferimento sempre alla graduatoria dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e la mancata salvaguardia dei lavoratori fortemente penalizzati dalla Legge Fornero.

'41 anni bastano e avanzano': le ultime notizie sulle pensioni

Dal presidio di Milano in piazza Beccaria, Susanna Camusso ha difeso a spada tratta le pensioni di anzianità, inclusa la pensione con quota 41. Facendo il classico esempio del lavoratore in una catena di montaggio, la numero uno della Cgil ha sottolineato come 41 anni di lavoro siano più che sufficienti per accedere al trattamento previdenziale. Un dettaglio che avrà fatto sicuramente piacere ai tanti precoci scesi in piazza nella giornata di sabato.

Un ulteriore riferimento al prepensionamento dei lavoratori precoci lo ha fatto in relazione alle 6 domande su 10 bocciate in media dall'Inps, affermando come la maggior parte dei casi di domanda respinta riguardi proprio chi si è rivolto al nuovo strumento introdotto dalla Legge di Stabilità dello scorso anno per usufruire di una maggiore flessibilità. "L'idea - ha concluso la Camusso - è che le pensioni di anzianità non esistono più".

Un duro monito nei confronti del governo, con l'ultimo incontro sulla fase due previsto per la giornata odierna.

Nel suo intervento, la nota sindacalista non ha trascurato nemmeno chi ha fatto domanda per l'Ape social. Anche loro sono stati colpiti dalle maglie strette dell'Inps, a cui il governo ha già chiesto di "allargarle". In tanti, fra i lavoratori, hanno parlato di autentico bluff da parte dell'esecutivo, visto il numero altissimo di casi in cui le domande sono state respinte al mittente da parte dell'Istituto presieduto dal professore Tito Boeri.

In un nostro precedente approfondimento vi abbiamo fornito utili indicazioni su cosa fare in caso di domanda rifiutata.

Fra le ultime novità di oggi 16 ottobre, un capitolo a parte lo riveste la pensione degli esodati, tornata prepotentemente al centro della discussione previdenziale in queste settimane. Dalla piazza di Milano la sindacalista ha definito vergognosa la situazione inerente gli esodati, per via della mancata salvaguardia definitiva. L'ottava, promossa lo scorso anno, non ha infatti risolto completamente il problema che colpisce oggi migliaia di esodati. Sono ancora migliaia le persone in attesa della possibilità di andare in pensione, dopo essersi viste allontanare il traguardo tanto agognato con l'introduzione della legge Fornero.

Dedichiamo l'ultimo paragrafo alla vicenda della rivalutazione delle pensioni, un'altra richiesta presente nel documento unitario di Cgil, Cisl e Uil per la fase 2 del capitolo previdenziale. Susanna Camusso ha specificato l'urgenza delle norme sulle perequazioni, aprendo una breve polemica contro il presidente dell'Inps Tito Boeri, nell'affermare che i sindacati non si sono mai opposti che le pensioni più ricche contribuissero a riequilibrare il sistema previdenziale. Altresì, la leader della Cgil ha ribadito però la contrarietà al ricalcolo di tutte le pensioni, che andrebbe a penalizzare anche i pensionati poveri e chi ha carriere lavorative discontinue.

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