Non si sono fatte attendere le reazioni in arrivo dalle Commissioni lavoro di Camera e Senato in merito alle ultime vicende relative all'aspettativa di vita. "Il danno provocato dall'aggancio dell'età all'aspettativa di vita ricadrà anche sulle giovani generazioni". Ad affermarlo l'On. Cesare Damiano, ricordando che già la Manovra Fornero aveva di fatto realizzato un brusco aumento dei criteri di uscita dal lavoro di 5 o 6 anni. La prospettiva per chi inizia la propria carriera oggi è quella di ritrovarsi davanti a criteri anagrafici e contributivi davvero molto elevati, come ad esempio 70 anni di età anagrafica oppure 45 anni di contribuzione nel caso della pensione anticipata.

Purtroppo, per il Presidente della Commissione lavoro alla Camera si tratta di un risultato "inevitabile" che si realizzerà attorno al 2050, qualora non si intervenga sull'adeguamento automatico all'aspettativa di vita. Si tratta quindi di un motivo in più che il Governo Gentiloni ha per "spostare la data del decreto direttoriale", che nell'immediato avrebbe la conseguenza di portare il vincolo anagrafico da raggiungere per la pensione di vecchiaia a 67 anni a partire dal 2019.

Pensioni e speranza di vita: anche dal Senato si chiede di rivedere l'adeguamento

Sulla stessa lunghezza d'onda si è dimostrato anche il Presidente della Commissione lavoro al Senato Maurizio Sacconi, che dal blog dell'Associazione "Amici di Marco Biagi" ricorda come la riforma Fornero sia stata caratterizzata da una vera e propria "assenza di fasi transitorie". Questo ha significato una crescita drastica dell'età di uscita dal lavoro, soprattutto per le lavoratrici e per coloro che possiedono un'elevata anzianità contributiva.

La Manovra ha inoltre "pesato sulle attese sociali" dando vita ad un "deforme impianto di deroghe, che ha determinato impegni per circa 20 miliardi" di euro. Ed in tal senso per il Senatore va anche considerata l'opinabile idea di equiparare la scientificità dei lavori gravosi a quelli usuranti. D'altra parte, nel sistema previdenziale manca "per converso" una giusta considerazione della maternità e più in generale un "riordino ragionato, coerente e motivato" della flessibilità previdenziale, che "opportunamente deve rimanere agganciata all'AdV" al fine di rendere stabile il comparto.

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