Negli ultimi giorni sono state numerose le richieste degli iscritti alla nostra pagina Facebook "Riforma Pensioni e lavoro" in merito alla situazione di stallo riguardante l'APE volontaria. La questione sembra potersi finalmente sbloccare a breve, viste le ultime notizie in arrivo che vi riportiamo con questo nuovo articolo di aggiornamento. Partirà infatti a gennaio il nuovo anticipo pensionistico di stampo privato. Il provvedimento di flessibilità atteso ormai dallo scorso maggio dovrebbe finalmente entrare in vigore grazie alla conclusione dell'accordo nella prossima settimana tra gli istituti bancari e assicurativi in merito alle procedure operative.

Pur tenendo conto delle prossime festività, è ragionevole ipotizzare che le prime domande potrebbero essere inoltrate già all'inizio del 2018. Ricordiamo che il provvedimento consentirà l'uscita dal lavoro a chi ha maturato almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione, attraverso la sottoscrizione di un prestito ventennale da restituire nel momento in cui si maturerà l'accesso ordinario alla pensione di vecchiaia. Al momento si sta procedendo all'invio della documentazione informatica ai centri di assistenza fiscale ed ai patronati, che dovranno occuparsi della preparazione delle pratiche.

Uscite anticipate e APE volontaria: come funzionerà la richiesta di pensionamento

Secondo quanto previsto nel decreto attuativo riguardante l'ape volontaria, il richiedente dovrà presentare innanzitutto la domanda di certificazione del diritto di accesso alla misura. L'Inps verificherà quindi la presenza dei requisiti utili, vagliando i vincoli anagrafici e contributivi citati in precedenza oltre a controllare la disponibilità dell'importo della futura pensione.

Quest'ultima non dovrà essere inferiore ad 1,4 volte l'assegno sociale, corrispondente a 702,65 euro. La cifra è da intendersi al netto della rata di ammortamento che sarà applicata per il rimborso del prestito ventennale. Il prestito sarà inoltre garantito in favore degli eredi sia tramite un'assicurazione contro la premorienza, sia da un apposito fondo di garanzia. All'ottenimento del via libera dall'Inps, il lavoratore sarà quindi chiamato a scegliere l'istituto bancario di riferimento, in modo da poter finalmente concludere l'operazione.

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