L’annuncio della “Bank of England” che sono a rischio i posti di lavoro in UK non sembra preoccupare Theresa May in questi giorni mentre l’azienda storica Carillion è in fase di bancarotta. Quindi altri lavoratori a rischio di restare senza lavoro. Forse la banca inglese era già a conoscenza del fallimento in corso o forse voleva mettere in guardia i cittadini e i capi governo UK. Qualcheduno sul fronte politico sogna che la Brexit potrebbe essere annullata.

Ma quale è veramente la correlazione tra la Brexit e il cambio della sterlina?

Appena è stata annunciata la Brexit, la valuta inglese è andata al ribasso, la City ha subito perdite e le multinazionali in tempo reale si sono attivate per spostare le proprie sedi in altri paesi come la Svizzera, Germania, Francia.

Se la valuta nazionale perde valore, aumentano le esportazioni e le vendite all’interno del paese, ciò attrae comunque investitori stranieri ad investire nell’economia britannica, nonostante la Brexit. All’interno del paese le persone sono più propense a spendere il proprio denaro risparmiando meno per il futuro.

Le aziende inglesi fanno rientro in patria per concentrare e focalizzare la propria gestione aziendale seguito incertezze post Brexit. Questo dovrebbe far aumentare i posti di lavoro in UK e di conseguenza il PIL, più tasse allo stato, più richieste di risorse umane. L’inflazione aumenta ma di poco in quanto l’effetto è ancora temporaneo. Gli stipendi non aumentano finché non è stato pronunciato il verdetto finale del divorzio, e forse non aumenteranno perché è un effetto a breve termine.

Qualcuno spera che, dopo la Brexit, ritorneranno gli stipendi alti come una volta, quando gli stranieri erano solo una risorsa e non come adesso cittadini integrati da generazioni.

Nonostante tutti i dibattiti l’Inghilterra è un paese di grandi opportunità

L’offerta e la domanda del lavoro in UK è ancora alta senza considerare i mesi di gennaio e febbraio quando c'è una calma post festiva.

Il governo si preoccupa di finanziare lo studio in università, i ricercatori universitari sono pagati con uno stipendio decente. Questo attrae giovani da tutta Europa e lo stato investe nel proprio futuro economico e sociale. Così i giovani migliorano le proprie capacità in loco e sono pronti e tempestivamente inseriti nel mondo del lavoro subito dopo la laurea o il dottorato.

Con questi propositi UK si prepara alla propria indipendenza dalla UE, rubando in modo intelligente il futuro dei giovani in altri paesi europei.

Quale sarà la politica monetaria della Gran Bretagna dopo la Brexit ?

Forse qui è il dunque della Brexit. L’Inghilterra voleva riacquistare la propria indipendenza economica e politica dalla Unione Europea. Per poter applicare liberamente una politica monetaria restrittiva dopo il divorzio. Questo potrebbe cambiare il corso della sterlina sul mercato internazionale. E il valore esatto del debito pagato in sterline sarà minore rispetto al valore concordato al momento della firma ufficiale Brexit tra UK ed UE.

”Cara UE, è stato bello, ci siamo amati ma ora voglio pensare a me, alla mia sterlina ed al mio denaro, che ne dici, ti va bene…ora voglio investire in criptovalute”.

Speriamo sia solo una supposizione e che la Gran Bretagna non abbia queste brutte intenzioni con la sua tanto amata, un tempo, Unione Europea.

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