Grazie alla riforma Fornero, i lavoratori potranno contare su uno strumento in più per quel che riguarda la pensione erogata dall'INPS: si tratta dell'isopensione, nota anche come esodo dei lavoratori anziani, e può può essere applicata ad una grande pluralità di dipendenti. A differenza del triennio passato, quello che va dal 2018 al 2020 ha subito alcune modifiche, le quali hanno portato alla definizione di una categoria più ampia di cittadini che possono aver diritto al trattamento previdenziale, andando così in pensione ben 7 anni prima della maturazione dei contributi.

Cos'è l'isopensione

Tra le diverse modalità di accesso al sistema pensionistico dell'INPS, la riforma Fornero ha ammesso un'ulteriore opzione nota ai più con il nome di isopensione. Nel caso in cui sussistano i requisiti, il lavoratore anziano può accedere alla pensione anche 7 anni prima del termine fissato ex lege: il trattamento verrà così versato non dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, bensì dall'azienda stessa che, in base all'accordo stipulato con le rappresentazioni sindacali, si impegnerà anche a versare i contributi correlati.

In questo modo, il dipendente potrà smettere di lavorare in via anticipata e l'ex titolare si assicurerà il raggiungimento della soglia utile per ottenere l'assegno di quiescenza definitivo. Uno dei requisiti fondamentali è dunque la stipulazione di un accordo tra l'azienda e almeno uno dei sindacati maggiormente rappresentativi sul territorio nazionale: di conseguenza, sarà a discrezione del lavoratore decidere se aderire o meno allo scivolo pensionistico, anche se il più delle volte l'adesione viene incentivata economicamente dall'azienda stessa.

I requisiti per l'isopensione per il triennio 2018-2020

Grazie all'emendamento dell'articolo 1, co.160 della legge 205/2017, nel periodo di tempo che va dal 2018 al 2020 i lavoratori potranno accedere all'isopensione con modalità differenti rispetto a quelle previste per il triennio appena conclusosi. In effetti, se prima dovevano mancare non più di 4 anni al pensionamento ordinario, adesso il lasso di tempo è stato aumentato a 7 anni.

Per comprendere al meglio come funziona l'esodo per i lavoratori anziani, è bene effettuare qualche esempio: si consideri un uomo di 60 anni e 6 mesi di età, il quale potrebbe dunque ottenere la pensione a 67 anni e 6 mesi nel 2025. Tale soggetto dunque potrà aderire all'accorto stipulato tra l'azienda e il sindacato, entrando così nella cosiddetta isopensione. La stessa situazione la si può avere nel momento in cui si sono maturati 36 anni e 9 mesi di contribuiti, ottenendo così il pensionamento INPS nel 2025 con 43 anni e 9 mesi. Tali situazioni sono comunque soggettive e vanno considerate anche in virtù della speranza di vita.

Un altro requisito base per l'accesso alla misura introdotta dalla riforma Fornero è che l'azienda abbia in media più di 15 dipendenti impiegati nel proprio organico, dei quali alcuni devono risultare in esubero: per tal motivo, bisogna indicare in maniera esplicita e precisa il numero dei lavoratori in eccesso, oltre ovviamente al termine ultimo per l'accettazione dell'isopensione.

Valore dell'assegno e criticità

Una volta che si rientra nei requisiti indicati dalla riforma Fornero e dall'accordo aziendale, è bene considerare gli aspetti positivi e negativi dell'isopensione. Di sicuro l'esodo dei lavoratori anziani ha come vantaggio il fatto di poter continuare a maturare gli anni di contributi, utili per il pensionamento ordinario previsto ex lege.

Pertanto l'assegno sarà corrispondente all'importo della mensilità che sarebbe stata versata dall'INPS, al quale verranno escluse le contribuzioni figurative. Queste, al contrario, saranno versate direttamente nelle casse dell'ente previdenziale: per questo motivo, il valore dell'accredito sarà sempre inferiore rispetto a quello ordinario. Un punto critico riguarda la mancata applicazione del criterio perequativo, ultimamente rientrato in vigore consentendo così un leggero aumento delle Pensioni. Non verranno corrisposti neanche gli assegni per il nucleo familiare e la somma può essere soggetta a trattenute per il pagamento di oneri di diversa natura.

La prestazione dell'isopensione, inoltre, non è reversibile in caso di morte del soggetto lavoratore.

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