La Riforma Fornero ha portato molte novità sulle Pensioni nel corso degli ultimi anni, novità di certo non gradite ai lavoratori e ai pensionati. Con le elezioni politiche ormai vicinissime, meno di due mesi, la campagna elettorale ha tra i suoi temi principali proprio una nuova, possibile riforma pensioni (addirittura c'è chi, come il centrodestra, propone l'abolizione della Legge Fornero in toto), ma nel frattempo i cambiamenti già programmati e le varie correzioni, deroghe, modifiche, vengono implementati: vediamo dunque come si può andare in pensione nel 2018, più precisamente l'età per la pensione di vecchiaia e le possibilità per la pensione anticipata.

Pensione di vecchiaia 2018: età pensionabile per lavoratori e lavoratrici

Quest'anno c'è un aumento dell'età per la pensione di vecchiaia che riguarda solo le lavoratrici del settore privato, sia autonome che dipendenti: per loro si passa a 66 anni e 7 mesi, quando l'anno scorso bastavano rispettivamente 66 anni e 1 mese e 65 anni e 7 mesi. L'età pensionabile dunque viene equiparata a quella dei lavoratori tutti e delle lavoratrici pubbliche, categorie per le quali erano già necessari 66 anni e 7 mesi dal 2016: non si tratta dunque di un aumento dovuto all'adeguamento alla speranza di vita come quello già programmato nel 2019 che porterà l'età pensionabile a 67 anni tranne per 15 categorie di lavori particolarmente gravosi e per i lavori usuranti, ma di una parificazione tra l'età per la pensione di uomini e donne già programmata da tempo e richiesta dall'UE.

Da ricordare che sono necessari comunque 20 anni di contributi e una pensione di importo almeno di 1.5 volte l'assegno sociale, altrimenti si deve restare al lavoro (massimo fino a 70 anni) per il raggiungimento di tale importo.

Pensione anticipata 2018: requisiti contributivi e deroghe

La pensione anticipata, ex pensione di anzianità, è possibile a prescindere dall'età anagrafica se si hanno almeno 41 anni e 10 mesi di contributi le lavoratrici, 42 anni e 10 mesi di contributi i lavoratori.

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Nessun cambiamento dal 2016, mentre nel 2019 verranno aggiunti 5 mesi in virtù dell'adeguamento alla speranza di vita.

Tra le varie eccezioni e deroghe ora disponibili c'è l'Anticipo Pensionistico, nella sua forma di Ape Volontaria accessibile a tutti con almeno 63 anni e 7 mesi di età e che comporta una trattenuta sull'assegno per 20 anni che vale come rimborso, e di Ape Social che può essere richiesto da lavoratori disoccupati, care-givers, impegnati in mansioni particolarmente gravose, per le quali la trattenuta è nulla o quasi.

C'è poi la Quota 41 per i precoci, considerati tali se all'età di 19 anni avevano almeno già 12 mesi di contributi: la Quota 41 è accessibile alle stesse categorie dell'Ape Social.

Nessuna modifica e dunque accessibili alle stesse condizioni degli anni passati la pensione con requisiti agevolati per lavoro usurante e notturno e la pensione per i lavoratori invalidi.

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