I Governi che si sono succeduti in questi ultimi anni, Legge di Bilancio dopo Legge di Bilancio hanno approntato una serie di misure di contrasto alla povertà tra cui il nuovo Reddito di Inclusione, il REI. La crisi economica, la difficoltà a trovare lavoro, il precariato e la tassazione elevata di lavoro e pensioni hanno allargato il perimetro dentro il quale considerare le persone a rischio povertà. Secondo alcune norme ma anche secondo l’immaginario collettivo, la soglia di 1.000 euro è quella da considerare come prossima alla povertà.

Lo dimostrano le recenti proposte (o promesse) da campagna elettorale per le ormai imminenti elezioni del 4 marzo che intendono portare le pensioni minime a 1.000 euro. Evidente che percepire meno delle fatidiche 1.000 euro al mese, sia di stipendio che di pensione renda prossimi ad esser considerati poveri questi soggetti. Per chi non arriva a 1.000 euro al mese esistono una serie di agevolazioni e bonus creati proprio per dare sollievo a situazioni evidentemente difficili.

Gratuito patrocinio e separazioni

Nel campo della giurisprudenza per esempio, soggetti che presentano redditi inferiori a tale soglia possono avere il famoso gratuito patrocinio. In pratica per soggetti con redditi annuali inferiori a 11.528,41 (compresi quelli del nucleo familiare) possono scegliere l’avvocato che verrà pagato dallo Stato. Nessuna spesa comprese le spese vive del legale, il contributo unificato e così via.

Solo in caso di sconfitta in Tribunale quest’ultimo potrà chiedere al soggetto beneficiario del patrocinio gratuito di pagare le spese legali della controparte vincente. Una recente sentenza della Cassazione inoltre ha stabilito nuove regole circa il mantenimento da erogare all’ex coniuge in separazioni e divorzi. In pratica l’elemento del tenore di vita da mantenere anche dopo la separazione è stato cancellato.

Fattore discriminante per poter ricevere assegno di mantenimento o divorzile è l’autonomia reddituale del soggetto e proprio 1.000 euro al mese è la soglia al di sotto della quale i Tribunali saranno soliti concedere l’assegno.

Altre agevolazioni

Per soggetti over 75 con pensioni più basse di 1.000 euro al mese il canone Rai non è dovuto. In questo caso bisogna farne comunicazione all’Agenzia delle Entrate dimostrando la condizione tramite l’Isee. Sarà il Fisco poi a eliminare questa voce dalla bolletta dell’energia elettrica in cui viene normalmente caricato il canone. Con redditi bassi si rientra nella nuova carta Rei, il Redito di Inclusione.

In questo caso però la distanza dalle 1.000 euro è enorme perché per percepire l’incentivo serve un Isee inferiore a 6.000 euro all’anno ed un Isr sotto i 3.000. Una misura per quelli poveri davvero, con redditi più vicini allo zero che alle 1.000 euro di cui si parla.

Con redditi inferiori ad 8.000 euro all’anno (4.800 in caso di lavoro autonomo) non si perde il beneficio alla Naspi. In pratica coloro che dopo aver perso il lavoro ed aver iniziato a percepire l’indennità Inps per disoccupati, trovano un altro lavoro, se rientrano in quelle soglie possono continuare a percepire lo stesso la Naspi.

Per pensioni basse, pari ad una volta e mezzo l’assegno sociale scatta il limite di impignorabilità. Per il 2018 un pensionato con 672 euro di pensione al mese non potrà vedersi pignorare l’assegno per eventuali debiti fiscali. Sempre in tema di pensioni, dal 2017 e confermato anche per il 2018 coloro che percepiscono trattamenti previdenziali inferiori a 1.000 euro al mese hanno diritto a luglio alla quattordicesima.

Infine incentivi corrisposti come riduzione delle bollette domestiche per chi non supera la soglia reddituale, quindi sconti per luce e gas per famiglie con ISEE fino a 8.103 euro annui o fino a 20.000 euro per quelle numerose.

Con redditi bassi inoltre non si paga il ticket sanitario. In questo caso le soglie reddituali sono 8.263 euro per famiglie di un solo individuo e 11.362 per i coniugati. Si scaricano infine le spese relative alla casa in affitto con redditi fino a 15.493,71 euro. Detrazione spettante da 300 euro che si riduce della metà per redditi superiori e fino a 31.000 euro circa per anno fiscale.

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