Continua ininterrottamente il confronto politico e sindacale sulla riforma pensioni 2018, tra i temi che continuano a imporsi in primo piano nell’agenda elettorale verso le elezioni del 4 marzo prossimo quando gli italiani saranno chiamati al voto per eleggere il nuovo Parlamento che dovrà poi accordare alla fiducia al nuovo Governo. Anche se va detto che le caratteristiche della nuova legge elettorale, chiamata Rosalletum, che viene applicata per la prima volta non esclude il rischio di un ritorno alle elezioni per ingovernabilità.
Pensioni, Landini in campo contro la riforma Fornero
Mentre impazza il dibattito politico sul fronte previdenziale, tra favorevoli e contrari all’abolizione della legge Fornero che continua ancora oggi ad essere causa di problemi seri sul fronte sociale, torna a farsi sentire oggi la voce di Maurizio Landini. "E' necessaria – ha detto componente della segreteria nazionale della Cgil - una riforma delle pensioni". Da tempo ormai, l’ex leader della Fiom e promotore della Coalizione Sociale che riunì per un periodo attorno a sé associazioni e movimenti di sinistra alternativi al Partito democratico di Matteo Renzi, va ribadendo la necessità di modifiche strutturali al sistema previdenziale e quindi una revisione sostanziale della legge Fornero.
"Abbiamo manifestato - ha detto oggi facendo riferimento all’iniziativa promossa dalla Cgil lo scorso 2 dicembre- per dire al Governo che non andava bene difendere la legge Fornero”. La manifestazione di protesta della Cgil fu promossa in diverse città d’Italia dopo la conclusione del tavolo di confronto sulla riforma pensioni tra governo e sindacati, sede nella quale la Uil di Carmelo Barbagallo e la Cisl di Annmaria Furlan, diversamente dalla Cgil di Susanna Camusso, hanno di fatto dato il via libera al piano dell’esecutivo sul fronte previdenziale, un piano che non prevede modifiche alla legge Fornero e la cui efficacia è ancora tutta da verificare.
‘Non può funzionare aumento età pensionabile a 67 anni’
E non sono per niente incoraggianti, da questo punto di vista, i primi dati che arrivano dal’Inps sull’Ape sociale, sulla Quota 41 per una parte dei lavoratori precoci, sull’Anticipo pensionistico volontario. Per non parlare delle misure ritenute importanti ma completamente escluse come per esempio la proroga o la stabilizzazione di Opzione donna. La Cgil continua a fare sentire la propria voce “per dire al nuovo governo che verrà – ha detto Maurizio Landini - che quello è un punto di fondo da cui partire”. La revisione della riforma Fornero il punto da cui ripartire per un nuovo sistema pensionistico più equo e flessibile, come auspica da tempo la Cgil.
“Oggi i giovani – ha detto Landini - non solo non hanno lavoro, ma in futuro – ha sottolineato - non avranno una pensione". Un rischio sempre più concreto quello di vedere i giovani di oggi senza una pensione dignitosa domani. "Non bisogna essere un professore universitario – ha detto il dirigente sindacale oggi a Napoli, a margine dell'iniziativa "Giornata del dialogo sulla legalità", in nome di Attilio Romano, vittima innocente di camorra - per capire che non può funzionare portare l'età pensionabile a 67 anni e poi– ha evidenziato - denunciare che c'è la disoccupazione giovanile".