Abolire la riforma delle pensioni di Elsa Fornero con le pensioni anticipate a quota 41 o uscita a quota 100, ma davvero è possibile? Le proposte che si stanno facendo in questi giorni, provenienti soprattutto dai partiti usciti vincitori dalle ultime elezioni politiche, il M5S e la Lega, prendono in considerazione soprattutto la pensione anticipata come strumento per aggirare la riforma Fornero. Ma anche il Segretario Confederale della Cgil, Maurizio Landini, ha dichiarato la necessità di abolire il sistema delle pensioni dettato dalla riforma Fornero e il meccanismo del Jobs Act di Renzi, responsabile di precarietà, delocalizzazione e contratti a termine che creano buchi contributivi ai lavoratori italiani.

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"E' necessario che il prossimo Governo - ha sentenziato Landini - segni un punto di svolta sulle pensioni e sul lavoro". Partendo, dunque, dalle pensioni anticipate e dai vincoli delle pensioni di vecchiaia.

Ultime pensione anticipata 2018 quota 100 e quota 41 precoci: le novità

Eppure le proposta di uscita con quota 41 dei precoci allargata a tutti i lavoratori e quella della somma contributi-età della quota 100 per arrivare a pensioni anticipate al di sotto dei 67 anni previsti dal 2019 per le pensioni di vecchiaia incontrano i vincoli dell'Unione Europea.

Il Messaggero, infatti, ha pubblicato un interessante studio sulle pensioni e sui contributi necessari per mantenere i conti previdenziali in equilibrio. Il meccanismo italiano delle pensioni prevede, con la riforma Brodolini del 1969, che i lavoratori attivi sul lavoro mantengano, con i propri contributi versati, le pensioni dei contribuenti in uscita da lavoro. Ma se qualche decennio fa, quattro lavoratori mantenevano le pensioni anticipate e la pensione di vecchiaia di un pensionato con un'aliquota di contributi pari al 25 per cento (e si otteneva una pensione del 100 per cento dell'ultima retribuzione), oggi il contesto è ben diverso.

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Infatti, ogni pensione pagata dall'Inps è finanziata da tre contribuenti in età attiva di lavoro, ma su questi solo 1,5 persone stanno effettivamente lavorando e pagando contributi. Il risultato è la diminuzione degli assegni di pensione e l'aumento dell'aliquota dei contributi al 33 per cento. Nei prossimi decenni la situazione peggiorerà ulteriormente: è previsto che solo due lavoratori pagheranno le pensioni ai contribuenti già in pensione, ma l'elevata disoccupazione, le attività con interruzioni anche di anni renderanno il sistema delle pensioni ancora più fragile.

Pertanto, la spesa per le pensioni anticipate anche con il meccanismo della quota 41 o della quota 100 e le pensioni di vecchiaia tenderebbero ad innalzare la quota di spesa pensionistica sul Prodotto interno lordo, già oggi arrivata al 15 per cento.

M5S e Lega per pensioni anticipate contro Fornero, misure Ape, opzione donna e gravosi?

Si capisce bene che la pensione anticipata con il meccanismo della quota 100 o della quota 41 per tutti (non solo per i precoci) necessiterebbero di investimenti in spese pensionistiche che non risulterebbero sostenibili.

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Ma la questione delle pensioni (insieme a quella del lavoro) sarà lo scoglio più importante che dovrà affrontare il prossimo Governo. Trovare convergenze tra le forze politiche, non solo tra M5S e Lega, ma anche tra gli altri partiti, rischia di rivelarsi complicato. Anche perché M5S (nel giro di 5 anni) e Lega sembrano decisi nell'intraprendere la strada dell'abolizione della riforma Fornero con la quota 41 per tutti e la quota 100, mentre le forze di Sinistra (proposta Damiano) sarebbero più per aggiustamenti basati sulle uscite dei precoci con quota 41, sull'allargamento delle categorie dei lavori gravosi, sulla proroga dell'opzione donna e sulle salvaguardie degli esodati, oltre a far diventare strutturale la pensione anticipata Ape.