Altro che riforma Pensioni. Sfuma, almeno per il momento, il piano del governo giallo-verde che stava per nascere con il premier incaricato Giuseppe Conte che però ha rinunciato all’incarico dopo il veto del Quirinale sull’euroscettico Paolo Savona come possibile ministro dell’Economia e delle Finanze. Spente sul nascere le speranze che si erano riacceso sul fronte dell’abolizione della legge Fornero, varata nel 2011 dal governo tecnico guidato dal professor Mario Monti con il sostegno della maggioranza parlamentare di larghe intese alla tedesca.

Si dovrà attendere, dunque, per vedere la nuova riforma pensioni che nel contratto di governo M5s-Lega prevedeva la quota 100 per tutti i lavoratori, misura che avrebbe coinvolto anche i precoci, e la proroga del regime sperimentale di Opzione donna.

Pensioni, sfuma il piano con Opzione donna e Quota 100

Tutte misure che non potrà mettere in campo il futuro premier Carlo Cottarelli, già commissario per la spending review che ha già ricevuto l'incarico da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di formare il nuovo governo dopo la rinuncia dell’incarico da parte dell’avvocato Giuseppe Conte, che aveva proposto il “governo del cambiamento” che si è arenato sul nome di Paolo Savona su cui Matteo Salvini e Luigi Di Maio non hanno voluto fare un passo indietro.

L’esecutivo dovrebbe nascere in tempi brevissimi, già probabilmente domani ci sarà la lista dei ministri, non si svolgono consultazioni con le forze politiche, solo con i presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, rispettivamente Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico. Sarà un esecutivo snello, con pochi ministri. Due gli scenari ipotizzati da Cottarelli davanti ai giornalisti al Quirinale dopo l’incontro con Mattarella.

Governo, Cottarelli domani presenterà la lista dei ministri

Un governo per portare l’Italia al voto nel 2019 dopo il varo della legge di Bilancio se il Parlamento concederà la fiducia. Un governo che porti alle urne “dopo agosto” se non riuscirà, come appare probabile, ad avere la fiducia in Parlamento. A votarla sarebbe pronto il Partito democratico attualmente guidato dal segretario Maurizio Martina.

Matteo Salvini ha già avvisato Silvio Berlusconi. “Se voterà la fiducia al nuovo governo – ha detto il leader del Carroccio - addio all'alleanza” di centrodestra. Torna a intervenire il fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, che sul suo blog scrive di vedere “avviliti” gli italiani perché a parlare per loro sono i mercati. Il premier incaricato assicura che i conti pubblici saranno gestiti in maniera prudente sottolineando l’importanza del ruolo italiano nel dialogo con l’Unione europea. In questo scenario, è chiaro, che non ci sarà spazio per misure utili a superare le rigidità della tanto contestata riforma pensioni della Fornero.

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