Buone notizie per chi aspetta una nuova riforma Pensioni capace di superare la tanto contestata legge Fornero. E’ ormai a un passo dalla costituzione il nuovo governo Lega-Movimento 5 stelle che hanno designato il professore e avvocato Giuseppe Conte come premier. Il Capo dello Stato ha già affidato oggi l’incarico per la formazione del nuovo esecutivo. Il professionista indicato da Matteo Salvini e Luigi Di Maio ha accettato con riserva l’incarico ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Governo, Mattarella affida incarico a Conte che accetta con riserva

Nelle sue prime dichiarazioni alla stampa oggi al Quirinale, Giuseppe Conte, che scioglierà la riserva nei prossimi giorni, ha già dichiarato che quello che andrà a guidare sarà un “governo del cambiamento”, così come hanno ripetuto a tambur battente in questi giorni i leader della Lega e del Movimento 5 stelle, i due movimenti politici che hanno costituito la maggioranza parlamentare sottoscrivendo il cosiddetto contratto di governo alla tedesca con i punti programmatici da mettere in campo, tra i quali la tanto attesa riforma pensioni.

Il piano per la previdenza, come previsto dal contratto giallo-verde, prevede la proroga del regime sperimentale di Opzione donna, con le risorse disponibili, per la pensione anticipata delle lavoratrici che in questi anni si sono battute sui social network e nelle piazza per il raggiungimento di questo obiettivo.

‘Governo del cambiamento’: possibili novità sulla riforma pensioni

Ma anche la soluzione Quota 100 per tutti i lavoratori che torna utile anche ai precoci che da tempo si battono per la formula Quota 41.

Stando alle promesse elettorali e a quanto scritto nel contratto sottoscritto da Salvini e Di Maio la legge Fornero dovrebbe andare in soffitta. Il leader leghista parla senza mezzi termini di “eliminazione” della legge Fornero, il leader pentastellato di “superamento”, entrambi hanno fatto in più occasioni riferimento alla “abolizione”, nel contratto di governo si legge “stop Fornero”. Si riaccendono così le speranze di milioni di lavoratori beffati dalla riforma pensioni varata nel 2011 dal Governo Monti, sostenuto in parlamento da una grosse koalition alla tedesca, che ha drasticamente aumentato l’età pensionabile e introdotto pesanti penalizzazioni sulle pensioni anticipate, provocando così anche un serio problema sul fronte dell’occupazione giovanile.

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