Eliminazione della Riforma Fornero e introduzione di un meccanismo di flessibilità con il sistema della Quota 100 e della Quota 41; sono questi i temi principali sui quali si basa il nuovo contratto di Governo stipulato nei giorni scorsi fra Lega e Movimento 5 Stelle. Dopo tanti tira e molla, si è riusciti ad arrivare ad un accordo che potrebbe intervenire nettamente sull'argomento pensioni.
Come anticipato più volte dal segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, infatti, sarebbe necessario eliminare le rigide norme dettate dalla precedente Legge Fornero ed introdurre un'uscita più flessibile a favore di tutti quei lavoratori che nel 2012 hanno dovuto fare i conti con la legge tanto 'odiata' che ha mutato radicalmente il sistema previdenziale italiano.
Secondo il Leader del Carroccio, l'ideale sarebbe l'introduzione del meccanismo delle quote dando così la possibilità a migliaia di lavoratori di lasciare in anticipo l'attività lavorativa dopo il raggiungimento di almeno 60 anni di età anagrafica e 40 anni di versamenti contributivi; misura che secondo molti economisti richiederebbe un enorme investimento dal punto di vista finanziario.
La misura che con convince gli economisti
"Occorre provvedere all'abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. Fornero, stanziando 5 miliardi di euro per agevolare l'uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse", si legge nel nuovo contratto di Governo.
E' la richiesta contenuta nel documento stilato da Lega e Movimento 5 Stelle che non convince molti gruppi politici e gran parte degli economisti.
L'ex commissario della spending review Carlo Cottarelli, infatti, avrebbe dichiarato che 5 miliardi di euro è una cifra molto irrisoria per una misura del genere. Per la quota 100, servirebbero circa 8,1 miliardi di euro all'anno per un totale di 15 miliardi che a parere dello stesso Cottarelli sarebbero difficili da reperire.
Damiano: 'Intervenire sull'adeguamento dei requisiti'
Anche l'ormai ex Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano sarebbe intervenuto sulla questione spiegando che ci sarebbe un'altra misura da attuare: si tratta del futuro adeguamento dei requisiti alla speranza di vita visto che, a partire dal 2019 determinerà un ulteriore aumento dei requisiti per l'accesso al pensionamento (da 66 anni e 7 mesi l'età pensionabile salirà fino al raggiungimento dei 67 anni). A parere dello stesso Damiano, infatti, si dovrebbe bloccare l'agganciamento automatico dei requisiti alla speranza di vita.