Sono ancora numerosi gli scioperi in programma nell’ultima decade del mese di maggio [VIDEO]. A fermarsi, oltre ai trasporti, saranno anche i dipendenti di altri settori lavorativi. In data venerdì 25 maggio 2018 incrocerà le braccia il personale di Poste Italiane. A proclamare la protesta sono stati i sindacati Cobas Poste Lavoro Privato, Cub Poste e Si Cobas. La durata dello stop nazionale sarà di 24 ore e vedrà andare in scena anche delle manifestazioni nelle città di Firenze, Milano, Roma Torino e Salerno. A Treviso, invece, ci sarà un presidio in Piazza della Vittoria. L’unica regione esclusa dallo sciopero sarà il Molise. I sindacati sostengono che “non si può più lavorare così”, ma andiamo a scoprire le motivazioni dell’agitazione.

Motivi dello sciopero di Poste Italiane

I sindacati sopra citati lamentano il mancato riconoscimento del dovuto a lavoratori e lavoratrici nell’attuale contratto. Gli accordi extra-contrattuali, presi tra l’azienda e i principali sindacati nazionali, non quelli che hanno indetto lo sciopero, non fanno altro che portare ad una riduzione del personale, favorendo la speculazione economica degli azionisti privati. Di conseguenza, si riducono i numeri degli uffici postali in Italia e vengono tagliati i servizi, con il recapito della corrispondenza a giorni alterni. Ciò porta disagi anche ai cittadini, che si ritrovano uno scadente e diradato servizio pubblico.

I lavoratori di Poste Italiane, invece, vengono sottoposti ad un regime di vessazione e di sfruttamento. Troviamo portalettere sovraccaricati di lavoro, costretti a circolare con mezzi non adeguati, ma anche dipendenti addetti allo sportello spesso sotto pressione, con pretese dai vertici aziendali, e smistatori soggetti a lavorare in condizioni poco decenti.

Tra le motivazioni, c’è anche lo stipendio, tra i più bassi d’Europa per la categoria, nonché la gestione scoordinata del personale, che nell’ultimo periodo ha visto continue assunzioni di CTD, spostamenti inspiegabili e mancati trasferimenti. In alcuni casi si sono registrati casi di depressione, con personale demotivato.

Dunque, Cobas Poste Lavoro Privato, Cub Poste e Si Cobas si sono uniti per promuovere uno sciopero serio, per arginare, se non fermare, una serie di problematiche serie. Si vorrà dare un forte segnale alla dirigenza di Poste Italiane, che ha sempre come obiettivo l’idea di privatizzarsi.Prima di lasciarvi, invitandovi a seguirci per ricevere altri aggiornamenti sulla questione, vi ricordiamo che tra qualche giorno andrà in scena anche uno sciopero nazionale della scuola [VIDEO].