Il Governo nato da un accordo tra lega e M5S potrebbe essere vicino, sono ore di dialogo e di dibattiti tra i due gruppi politici che continuano a discutere su riforme condivise. Il faccia a faccia si svolgerà nelle prossime ore a Milano, i nodi principali riguarderanno i programmi stilati in campagna elettorale, programmi che devono incastrasi tra loro, senza venire meno alle numerose promesse fatte in campagna elettorale.

M5S e Lega contro Buona scuola

Pare ormai certa la decisione di scegliere un Premier terzo, una figura che non appartiene a nessuno dei due partiti, che possa però fare da garante e che possa soddisfare entrambi i leader.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato chiaro: auspica l'accordo fra le le forze politiche ma prima di ogni accordo, è bene che sia definito il nome del nuovo Premier e poi quello dei Ministri che dovranno supportarlo.

Vediamo intanto, nello specifico, quali sono le convergenze e le divergenze di Lega e M5S nell’ambito Scuola.

Non ci sono dubbi sul fatto che entrambi i partiti siano in disaccordo con le riforme messe in atto dalla Buona scuola di Renzi, Matteo Salvini e Luigi Di Maio avrebbero dunque stilato tutt'altre idee:

  • abrogazione dell’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro
  • annullamento della chiamate diretta dei Presidi
  • realizzazione di un nuovo contratto sulla Mobilità che permetta ai docenti del Sud, “spediti” al Nord dal piano di assunzione straordinario voluto da Renzi, di tornare a casa.
  • Soluzione dell’annosa questione che riguarda i diplomati magistrali già di ruolo, che prevederebbe una riconferma del ruolo in nome del servizio svolto, quindi senza tenere conto della decisione dell’Avvocatura di Stato.

Altri punti in comune

Se Matteo Salvini concorda sull’anticipazione dell’iscrizione a scuola, sul concorso di reclutamento docenti che deve essere su base regionale e sulla presenza del professore responsabile, il M5S sostiene la riduzione degli alunni nelle classi con non più di 22 allievi, l’assunzione di nuovi Dirigenti scolastici per porre fine alle tante reggenze che non consentono ai Presidi di svolgere il loro lavoro come dovrebbero e il forte sostegno ad una scuola sempre più informatizzata.

L’impegno dei due leader sul fronte scuola sembra esserci, e anche per quanto riguarda l'argomento pensioni ci sarebbero delle convergenze a riguardo. Nelle prossime ore si potrebbero già intravedere nuovi scenari.

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