L'ultima indagine curata dall'Istituto Piepoli analizza l'impatto di Futuro Nazionale, la nuova formazione politica nata dalla separazione tra Roberto Vannacci e il Carroccio. Tra i quesiti anche il dato sulla fiducia, la questione sicurezza e l'atteggiamento che deve tenere il governo italiano verso gli Stati Uniti.

Il debutto di Vannacci

Il quadro delle intenzioni di voto mostra equilibri consolidati, ma con l'inserimento di una nuova variabile. Fratelli d'Italia si mantiene in vetta con il 31,5%. Il Partito Democratico segue in seconda posizione al 21,5%.

A seguire troviamo il Movimento 5 Stelle che conferma il terzo posto con il 12,0%. Andando in ordine Forza Italia raggiunge il 9,0%, mentre la Lega scivola al 7,0%, registrando una contrazione dell'1%.

Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci esordisce al 2,0%, superando liste come Noi Moderati, Più Europa e Liberaldemocratici (tutti all'1,5%), ma restando per ora sotto la soglia di sbarramento. Tra gli altri partiti Aleanza Verdi e Sinistra è al 6,0%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi e Azione di Carlo Calenda si attestano entrambi al 3,0%.

Fiducia, sicurezza e Trump

Nonostante il dato attuale, il generale Vannacci gode di una stima trasversale: il 23% degli intervistati ripone fiducia nel suo operato.

Il potenziale elettorale del movimento è stimato al 7%, con un forte appeal nel centrodestra: il 37% degli elettori di coalizione si dice pronto a sostenerlo, con punte del 45% tra i leghisti.

Contemporaneamente, cresce il gradimento per Giorgia Meloni, che sale al 45% (+1,0%).

Un tema molto sentito è quello delle tensioni sociali e nel sondaggio il 72% degli intervistati teme l'insorgere di violenze durante le manifestazioni. Il 61% approva l'adozione di provvedimenti di sicurezza più severi per i futuri cortei.

In questo sondaggio poi si rileva una richiesta di maggiore fermezza diplomatica: il 76% dei cittadini ritiene che la Premier dovrebbe assumere una posizione più critica verso la presidenza di Donald Trump. Questa opinione è condivisa non solo dalle opposizioni, con picchi oltre il 90%, ma anche dalla maggioranza degli elettori di centrodestra al 63%.