Cosa succederebbe se la pensione anticipata a quota 100 e le uscite con Pensioni a quota 41 fossero introdotte già a partire dal 1° gennaio 2019, quando per la pensione di vecchiaia saranno richiesti 67 anni di età? E' questa la domanda che si pongono tanti lavoratori prossimi alla pensione sulla base delle ipotesi che si stanno facendo in queste ultime settimane relative ai programmi condivisi per il superamento della riforma Fornero del M5S e della Lega. Le modalità di uscita, quanti potrebbero essere i potenziali interessati alle pensioni [VIDEO] e la spesa prevista per le casse dello Stato sono state stimate con un calcolo presentato nel corso della trasmissione "DiMartedì", andato in onda nella serata del 16 maggio 2018.

Requisiti pensione anticipata 2018, quota 41 e quota 100: quale uscita?

In merito alla pensione anticipata a quota 100 ed alle pensioni con uscita a quota 41 per tutti (con interesse soprattutto dei lavoratori precoci, ovvero di chi abbia iniziato presto a lavorare e versare contributi Inps) è stato preso in esame il caso di Bruno, 65 anni, impiegato come tecnico da oltre quarantuno anni. Con le attuali regole della riforma Fornero [VIDEO], l'impiegato andrebbe in pensione di vecchiaia nel febbraio 2020, quando avrà raggiunto l'età di 67 anni. L'aumento dei requisiti di uscita dettati dalla legge Fornero, dal 2019 con cadenza biennale, ha allontanato tantissimi lavoratori dalla pensione, al punto che risulta essere adatta l'espressione usata del signor Bruno: "Sembra correre dietro alla pensione, ma non arrivarci mai".

Con entrambi le pensioni anticipate, a quota 100 e a quota 41, le soluzioni proposte proprio dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle in alternativa alla riforma Fornero, Bruno sarebbe già in pensione. Infatti, per maturare la pensione a quota 100 si sommano, secondo quanto si legge nel programma della Lega ideato da Alberto Brambilla, l'età minima di 64 anni e non meno di 36 anni di contributi.

Novità oggi pensione anticipata a quota 100 e 41: uscita donne meno vantaggiosa

La pensione anticipata con la quota 41 per tutti, invece, prevede il calcolo dell'uscita da lavoro considerando i soli contributi versati. L'adeguamento alla speranza di vita della riforma Fornero con il prossimo aggiornamento a partire dal 2019, aumenterebbe anche la quota 41 [VIDEO] di 5 mesi, trasformandola in quota 41,5. Sul mantenimento degli adeguamenti della speranza di vita della riforma Fornero è trapelato, in questi ultimi giorni, che la Lega ne sarebbe favorevole, mentre il M5S è per la totale abolizione di questo meccanismo.

Dai calcoli fatti dal Consulente del lavoro Enzo De Fusco, la quota 41 avvantaggerebbe soprattutto gli uomini, in quanto riuscirebbero ad andare in pensione quasi due anni prima rispetto alla pensione anticipata della riforma Fornero (dal 1° gennaio 2019 prevista con 43 anni e 3 mesi di versamenti). Conti alla mano, invece, le donne risparmierebbero appena 10 mesi di lavoro rispetto ai 42 anni e 3 mesi richiesti per la pensione anticipata del 2019.

Quanti potrebbero andare in pensione anticipata con quota 100 nel 2019 e 2020?

Ma nelle cifre, cosa succederebbe se la pensione anticipata a quota 100 e le uscite con quota 41 fossero introdotte già nel 2019 e per tutto il biennio fino al 2020, quando in pensione di vecchiaia si andrà a 67 anni? I conti, fatti sulle ipotesi messe sul tavolo in queste ultime settimane, sono stati stimati nel corso della trasmissione. Quota 100 consentirebbe ai lavoratori di andare in pensione anticipata all'età di 64, di 65 o di 66 anni, a condizione che siano stati corrisposti almeno 36 anni di contributi. Nel solo 2019 la platea interessata è di circa 1 milione di lavoratori con una spesa stimata che si aggirerebbe sui 13 miliardi di euro. Nel 2020, dato il crescente invecchiamento della popolazione, i possibili interessati alla quota 100 aumenterebbero a 1 milione e 300 mila lavoratori con una crescita della spesa a 17 miliardi e mezzo di euro.