Di Maio l’altro ieri è stato molto chiaro su alcuni punti del programma del Governo Conte. Durante il suo monologo in Senato, nella presentazione delle misure in cantiere e del programma dei suoi due dicasteri, adesso che è contemporaneamente Ministro del Lavoro e Ministro dello Sviluppo Economico, il tema delle Pensioni d’oro lo ha visto deciso e rigido. Dopo i tagli ai vitalizi degli ex deputati che ieri ha visto l’ok dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, adesso toccherà alle pensioni cosiddette d’oro.

Sull'argomento ci sono già molte polemiche e minacce di azioni legali o di ricorsi per presunta incostituzionalità dei tagli. Adesso, però, sembra aprirsi un’altra falla nel meccanismo perché i pensionati per così dire "benestanti", che Di Maio sembra intenzionato a colpire, al Nord dello stivale rappresentano una buona fetta dell'elettorato della Lega, alleata del Movimento 5 Stelle al Governo. E allora si potrebbe arrivare ad una prima frattura tra alleati?

Il discorso di Di Maio

In Senato Di Maio ha pubblicamente dichiarato che dopo i vitalizi, adesso si pensa a tagliare le pensioni d’oro.

Visto l’entusiasmo con cui ha commentato il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari della Camera, c’è da scommetterci che l’argomento taglio alle pensioni d’oro sia una priorità per il Vice Premier Di Maio. Come riporta un articolo del quotidiano ”Il Giornale”, le pensioni d’oro che Di Maio asseriva di voler tagliare in campagna elettorale, cioè quelle a partire da 5.000 euro al mese, adesso sono diventate quelle da 4.000.

I tagli, secondo Di Maio, dovrebbero permettere al Governo di recuperare i soldi necessari per un altro importante provvedimento, quello sulle pensioni minime. Evidentemente, la necessità di arrivare alle coperture per la misura della "pensione di cittadinanza" da 780 euro al mese ha spinto il Vice Premier ad abbassare la soglia degli assegni di pensione più alti da tagliare.

La Lega potrebbe non prenderla bene

In attesa che qualcuno del Carroccio prenda la parola sull'argomento, ipotizzare che qualcuno di loro sia contrariato non è azzardato. Durante questi primi mesi di Governo giallo-verde, l’andazzo è sembrato essere quello dell'accondiscendenza reciproca. Il Movimento 5 Stelle per esempio, ha avallato le politiche rigide di Salvini in materia di immigrazione, mentre la Lega conferma l'appoggio al reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia grillino. Sull’argomento pensioni d’oro però, sempre dalle pagine del Giornale si potrebbe aprire una frattura. Infatti statisticamente al nord c'è il numero più elevato di pensionati che percepiscono assegni superiori ai 4.000 euro al mese.

I pensionati benestanti poi sono una bella fetta dell’elettorato di Salvini e della sua Lega ed un provvedimento di taglio così come lo ha presentato Di Maio potrebbe andare contro il gradimento elettorale della Lega. Forse è per questo che come riporta il sito “radiolombardia.it”, la Lega cerca vie diverse per recepire i soldi per le altre misure pensionistiche. Un po’ perché ci sono dubbi di incostituzionalità della proposta grillina di taglio a partire da pensioni da 4.000 euro ed un po’ per quanto detto prima circa l’elettorato leghista, l’idea sarebbe di applicare un contributo di solidarietà su tutti gli assegni previdenziali, in modo tale da non colpire solo quelle d’oro di Di Maio.

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