La riforma delle Pensioni continua a tenere banco e in questi ultimi giorni si implementa di un nuovo capitolo. Il Partito Democratico presenta una proposta di riforma partendo proprio dalle misure che sembra stia preparando il nuovo Esecutivo. Ciò che propongono i Dem spazia dalla nuova quota 100 all’opzione donna, dai precoci all’Ape sociale. Vediamo nel dettaglio di cosa si compone la proposta che tra gli altri è preparata anche dall’ex Ministro Cesare Damiano.

Si parte a 63 anni

Torna in auge la pensione a 63 anni, età che negli ultimi anni è piuttosto ricorrente quanto si parla di pensioni.

L’Ape, sia sociale che volontaria, cioè la novità previdenziale introdotta proprio dagli ultimi Esecutivi PD prevede proprio la pensione a partire dai 63 anni. L’Ape però è a serio pericolo estinzione, perché la misura agevolata per disoccupati, caregivers, invalidi e così via, la cosiddetta Ape sociale è nata in forma sperimentale. La scadenza della misura è fissata al 31 dicembre prossimo e l’attuale Governo non sembra avere l’intenzione di proseguirne l’applicazione. Questione di conti pubblici, perché pare che i risparmi prodotti dalla chiusura della misura potrebbero essere utilizzati per le novità in cantiere.

Secondo la proposta del PD, l’Ape va resa strutturale, cioè va definitivamente inserita nel panorama normativo italiano. Questo perché l’Anticipo Pensionistico prevede soglie di contributi inferiori a quota 100 e ci sarebbero molti lavoratori che potrebbero ripiegare su questa misura e non sulla novità. A 63 anni inoltre, si dovrebbe accedere alla quota 100 e non a 64 anni come sembra sarà proposto dall’attuale Governo.

Quota 100 secondo i Dem dovrebbe essere garantita a chi ha 37 anni di lavoro e 63 di età.

Donne e esodati

Per il PD dunque nessuna preclusione alle iniziative che dovrebbe mettere in atto il Governo giallo-verde. Restano però i dubbi sulla fattibilità, perché passare dalle parole ai fatti necessita di coperture economiche. La critica all’attuale Governo infatti sono tutte sul fatto che le coperture finanziarie, cioè dove trovare i soldi per finanziare le novità, non sono ancora state rese note.

Nella conferenza stampa di presentazione della proposta, avvenuta il 26 giugno, Damiano e Orlando tra i promotori del pacchetto hanno ribadito la necessità di riformare il sistema, con un intervento netto sul meccanismo dell’aspettativa di vita" e con l’ennesima salvaguardia per gli esodati (sarebbe la nona), stavolta definitiva. Inoltre, via alla reintroduzione di opzione donna, la pensione cont5ributiva a 57-58 anni per le donne che raggiungono i 35 anni di contributi.

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In definitiva, la proposta verte sul rendere il sistema più flessibile, dotandolo di un ventaglio di misure maggiore di quanto attualmente disponibile.

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