Annuncio
Annuncio

Sulla riforma delle Pensioni il Governo di Giuseppe Conte potrebbe quantificare, già a partire da martedì 4 settembre, le risorse disponibili per le uscite anticipate a quota 100. Due, ad oggi, le ipotesi che potrebbero essere messe sul tavolo della discussione: la quota 100 selettiva, ovvero le pensioni con requisiti di uscita ben determinati, e la pensione anticipata dei lavoratori in esubero. Secondo quanto pubblicano oggi le testate giornalistiche, le due misure di quota 100 dovrebbero assicurare una spesa tra i 2,5 e i 3,5 miliardi di euro, ben al di sotto della spesa prevista per l'uscita di tutti i lavoratori senza paletti.

Le novità potrebbero riguardare anche le pensioni anticipate con Ape social a 63 anni: la misura introdotta dagli scorsi governi dovrebbe essere finanziata solo parzialmente assicurando, in questo modo, la liberazione di ulteriori risorse per la quota 100 [VIDEO].

Advertisement

Pensione anticipata a quota 100: due alternative di uscita, i requisiti

Tuttavia, secondo le ipotesi formulate oggi da Il Sole 24 Ore, le pensioni anticipate a quota 100 potrebbero lasciare delusi molti dei lavoratori in uscita. Dalle due ipotesi che si fanno sull'adozione della pensione di anzianità [VIDEO], infatti, i tecnici del Governo guidato da Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, dovrebbero assegnare alla riforma delle pensioni non più di 3,5 miliardi di euro, come calcolato dall'istituto Itinerari Previdenziali di Alberto Brambilla. La somma, tuttavia, imporrebbe scelte selettive sulla platea dei beneficiari rispetto alla quota 100 per tutti, quantificabile, quest'ultima, in un esborso di 7-8 miliardi annui. E, pertanto, la misura dovrebbe andare a favore di una prima ipotesi di riforma, più ampia che, comunque, prevederebbe selezioni dei beneficiari in base a rigidi paletti riguardanti alcune specifiche attività lavorative o di età minima a 64 anni, con ricalcolo contributivo e appena due anni di contribuzione figurativa.

Advertisement

Una seconda alternativa di uscita per la pensione riguarderebbe i lavoratori in esubero, rientranti nella quota 100 "modulabile" ipotizzata negli ultimi dieci giorni. A questi lavoratori verrebbe applicata la modulazione dei requisiti anagrafici e contributivi mediante l'accesso a condizioni di uscita vantaggiose tramite l'istituzione di un fondo dedicato.

Pensioni anticipate: le critiche alle uscite a quota 100

Sulle pensioni anticipate a quota 100 il Governo avrebbe programmato di inserire una spesa nella legge di Bilancio 2019 pari a 2-2,5 miliardi di euro, ai quali potrebbe essere aggiunto il miliardo risparmiato dalla conferma solo parziale dell'anticipo pensionistico Ape social. A questo quadro di riforma delle pensioni [VIDEO], tuttavia, non mancano le critiche. L'ex ministro del Lavoro e attuale presidente del Cnel, Tiziano Treu, avverte che le pensioni anticipate andrebbero cancellate in quanto fonti di "ingiustizia" tra i lavoratori in merito all'accesso e agli importi delle pensioni.

Riprendendo le parole già espresse in passato da Azeglio Ciampi, economista ed ex Presidente della Repubblica, Treu auspica che le pensioni anticipate siano previste solo in alcuni casi e per alcune specifiche categorie di contribuenti, come gli invalidi, i lavoratori a ridosso della pensione, i disoccupati e i lavori pesanti. Tutte categorie già tutelate dall'Ape social.