Importanti novità in vista per quanto riguarda la riforma Pensioni che verrà attuata dal Governo Conte all'interno della prossima manovra finanziaria 2019. Come riportato dal quotidiano economico 'Il Sole 24 ore', l'esecutivo starebbe studiando una serie di paletti per rendere meno 'pesante' la misura Quota 100 sui conti pubblici. Infatti, gli 8 miliardi di spesa inizialmente previsti (per il solo 2019) per la Quota 100 con 62 anni di età anagrafica e i 38 di contributi sono ritenuti eccessivi: occorre andare al di sotto dei sei miliardi di euro.

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Il Governo avrebbe intenzione di inserire due nuovi vincoli: il primo è rappresentato dai 62 anni di età e da non meno di 36 anni di contributi; il secondo, quello più rilevante, l'introduzione di una penalità pari all'1,5 per cento l'anno per ogni anno di anticipo rispetto all'età di pensionamento di vecchiaia, ovvero 67 anni, quelli previsti a partire dal 2019.

Quota 100 per la riforma pensioni, ma con l'introduzione di alcuni vincoli

Secondo le stime del Governo, dovrebbero essere circa 300-350mila i nuovi pensionamenti del 2019, considerando anche la possibilità di una Quota 100 incentivata per i lavoratori in esubero, ossia coloro che stanno vivendo situazioni di crisi aziendale.

In questo caso si sta pensando all'utilizzo dei fondi di solidarietà aziendali per una parte o addirittura tutta la quota di penalizzazione prevista per l'uscita anticipata a 62 anni (5 anni prima dei 67 anni previsti).

Quota 41, al momento, irrealizzabile: si pensa al 'congelamento' degli attuali requisiti

Per quanto riguarda, invece, il pensionamento senza vincoli di età, il Governo considera troppo oneroso, almeno per il momento, il requisito secco dei 41 anni ma anche quello dei 41 anni e sei mesi: l'ipotesi è quella di effettuare un 'congelamento' degli attuali requisiti al fine di evitare l'aumento di cinque mesi previsto dal meccanismo della speranza di vita.

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Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, critica la proposta della Lega per la 'pace contributiva'

Resta sempre in primo piano anche l'ipotesi della 'pace contributiva': come vi abbiamo anticipato nei giorni scorsi, infatti, il Governo vorrebbe incentivare i lavoratori a coprire i versamenti contributivi che, eventualmente, risultino mancanti dal 1996 in poi. Un'ipotesi che, però, è stata prontamente bocciata dal Presidente dell'Inps, Tito Boeri, il quale ha duramente criticato la possibilità di offrire un'agevolazione a chi non ha versato i contributi.

Boeri la considera una 'sanatoria' che finirebbe per indebolire la campagna volta a contrastare l'evasione.