Il tema delle Pensioni continua a restare molto dibattuto. Sull'argomento sono arrivate infatti recenti dichiarazioni da parte dell'ex Ministro del Lavoro Treu, che mette in guarda contro le ingiustizie di un sistema che prevede diversi livelli di anticipo nella maturazione dei requisiti per l'accesso all'Inps. Nel frattempo dal CODS si ribadisce l'importanza del riconoscimento dei lavori di cura, mentre l'economista di area leghista Alberto Brambilla evidenzia le proprie perplessità sul meccanismo di taglio degli assegni d'oro depositato alla Camera e sull'innalzamento delle minime a 780 euro mensili.

Treu: cancellare le pensioni anticipate perché ingiuste

All'interno del dibattito sull'equità del sistema previdenziale c'è anche chi vede un'ingiustizia nelle attuali proposte di pensionamento anticipato. È l'opinione del Presidente del Cnel Tiziano Treu, secondo il quale è necessario "cancellare le pensioni anticipate, perché sono un'ingiustizia", con l'unica eccezione per i casi di quei lavoratori che si trovano in difficoltà (come avviene ad esempio per gli invalidi, i disoccupati in età avanzata o coloro che svolgono attività pesanti).

Il riferimento va in particolare alle nuove proposte per un allentamento generalizzato dei criteri di uscita dal lavoro. Al contrario, l'ex Ministro spiega che è importante non fare passi indietro in merito alle riforme previdenziali già approvate, viste le potenziali conseguenze negative per la sostenibilità dei conti pubblici.

Armiliato (CODS): serve riconoscere il lavoro di cura

Dalle pagine del CODS la fondatrice Orietta Armiliato prende spunto da una recente intervista rilasciata dall'ex Presidente Cesare Damiano per ricordare il sostegno che la Commissione lavoro da lui presieduta ha sempre dato al riconoscimento del lavoro di cura.

"Ricordo inoltre che, sul tema del lavoro di cura, con la scorsa legislatura un piccolo passo avanti era stato compiuto tant’è che fu inserita la possibilità per le donne lavoratrici madri o che rientravano nelle 15 categorie dei lavori definiti usuranti, di far valere codeste condizioni a fronte di uno sconto contributivo qualora avessero voluto esercitare l’accesso alla pensione via Ape (anticipo pensionistico)" ha quindi precisato l'amministratrice del Comitato, evidenziando però che quanto fatto finora è troppo poco ed augurandosi che sulla vicenda non si debba tornare indietro.

Pensioni di cittadinanza: i dubbi di Brambilla sulla minima a 780 euro

Nel frattempo proseguono le perplessità interne alla maggioranza in merito alle nuove misure in corso di definizione. Nelle scorse ore il Corriere della Sera ha intervistato l'esperto di previdenza Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali, notoriamente vicino alla Lega. Secondo quanto riportato all'interno dell'articolo, l'economista avrebbe diverse perplessità sia in merito al ricalcolo delle pensioni d'oro (per via del modo in cui è stata realizzata la proposta, ovvero per la possibile incostituzionalità), sia sulle cosiddette pensioni di cittadinanza.

Portare le minime a 780 euro anche per coloro che non hanno mai effettuato versamenti significherebbe infatti disincentivare la contribuzione di chi lavora. Per capirlo, basta infatti sapere che alle attuali regole la soglia delle 800 euro al mese viene raggiunta con un reddito lavorativo non inferiore alle 25mila euro. È chiaro che in un simile scenario le persone sarebbero disincentivate dall'effettuare versamenti quando chi risulta senza contributi raggiungerebbe all'incirca la stessa cifra.

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