Il tema della riforma previdenziale e delle uscite anticipate per i lavoratori che vivono situazioni di disagio è stato al centro del confronto tra Governo e sindacati nelle ultime legislature, avendo prodotto risultati importanti con l'avvio di misure come l'APE sociale e la quota 41 per una platea specifica di persone. Ora la stessa dialettica sembra in fase di ripartenza anche con il nuovo esecutivo, dopo che il premier Conte ha annunciato la convocazione delle parti sociali prima della metà del prossimo mese.

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Riforma pensioni, il Governo convoca i sindacati

Stante la situazione, la nuova riunione tra Governo e sindacati avverrà il prossimo 10 dicembre e si terrà presso la Presidenza del Consiglio. La conferma è arrivata con una ripresa dell'Ansa nella giornata di ieri, e nel corso della riunione ci si occuperà di affrontare le aree di criticità della prossima legge di bilancio 2019. D'altra parte, ormai da diverse settimane le parti sociali chiedono all'esecutivo di potersi confrontare sulle tematiche d'interesse per i lavoratori, come nel caso della riforma pensionistica e delle nuove misure di welfare in corso di approvazione.

Ieri l'ultimo comunicato congiunto dei sindacati sulle pensioni

I sindacati non solo si muovono in pressing ormai da tempo sull'esecutivo per un ritorno al dialogo, ma nella giornata di ieri hanno lanciato l'ennesimo allarme contro il rischio di tagliare fuori dalla flessibilità pensionistica tanti lavoratori che attualmente vivono situazioni di disagio. È il caso, ad esempio, delle richieste di proroga delle uscite agevolate riguardanti l'Ape sociale. La misura è infatti in procinto di scadere con il termine del 2018, qualora non venga rinnovata dall'attuale esecutivo.

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Secondo i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil (rispettivamente Roberto Ghiselli, Ignazio Ganga e Domenico Proietti), "tra pochi giorni migliaia di disoccupati over 63 anni perderanno la possibilità di accedere ad una prestazione: è un errore clamoroso pensare di superare la riforma Fornero non confermando questo strumento di tutela".

Insomma, i punti sui quali confrontarsi non mancano certamente. Quello che potrebbe mancare è, invece, il tempo per avviare una discussione approfondita, visto che la convocazione è arrivata ormai a poco più di un mese dalla fine dell'anno.

Meglio tardi che mai, ma è chiaro che il percorso di condivisione delle responsabilità tra Governo e parti sociali non appare di certo in discesa. Perlomeno rispetto alla situazione emersa nelle ultime settimane.