Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 29 novembre 2018 vedono arrivare nuove conferme da parte del Governo sull'avvio delle pensioni anticipate ad aprile del 2019. Nel frattempo dall'esperto di previdenza Alberto Brambilla si registrano nuove ipotesi sul contenimento dei costi del provvedimento, mentre dall'opposizione si lancia l'allarme riguardo lo stop alla proroga dell'APE sociale e sulla mancanza di fondi strutturali per la quota 100 ed il reddito di cittadinanza.

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Durigon (Lega): la quota 100 partirà ad aprile

Sui pensionamenti anticipati tramite la quota 100 uno dei punti più discussi resta la data di avvio del provvedimento, stante che nelle ultime settimane le proiezioni hanno mostrato un progressivo slittamento. In merito al tema è tornato a parlare nella giornata di ieri il Sottosegretario Claudio Durigon (Lega), spiegando che chi maturerà i requisiti di legge entro la fine dell'anno in corso potrà ottenere l'uscita nel mese di aprile 2019.

In quel frangente si aprirà infatti la prima finestra utile di accesso all'Inps. Per quanto riguarda invece la platea dei potenziali destinatari, l'esponente leghista ricorda che "siamo partiti con una riforma annunciata che coprirà una platea di circa 350mila persone. Questa è un’opzione e non un vincolo per il lavoratore, ma crediamo che ci sia un buon tiraggio di quest’azione". Mentre in contemporanea l'operazione consentirà anche il riavvio del turn over, con prospettive importanti sulle nuove assunzioni dei giovani.

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Brambilla e le ipotesi di 4 finestre per le uscite anticipate fino al 2020

Dall'esperto di previdenza Alberto Brambilla arriva una nuova proposta pensata per garantire la sostenibilità dei conti relativi alla nuova Q100. Secondo il Presidente di Itinerari presidenziali "nei primi due anni si potrebbe fare che hanno diritto ad andare in pensione con la quota 100 tutti coloro che al 31/12/18 abbiano raggiunto i requisiti richiesti (62 anni età e 38 contributi) e calcolando anche quanto tempo siano stati bloccati al lavoro dalla riforma Fornero".

In questo senso "per quelli bloccati da più di 24 mesi al lavoro, l'uscita dal lavoro con la pensione quota 100 sarebbe ad aprile 2019, per quelli bloccati da almeno 18 mesi a settembre 2019, per quelli bloccati da 12 mesi, nel primo trimestre 2020, per quelli da 6 mesi, l'uscita sarà entro settembre 2020" spiega l'economista. Così facendo, si potrebbero tutelare i lavoratori che risultano maggiormente colpiti dalla Manovra del 2011 ed allo stesso tempo garantire la tenuta dei conti pubblici del Paese.

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Damiano (PD) lancia l'allarme sull'APE sociale: cancellate le tutele

Dall'opposizione si torna ad esprimere preoccupazione in merito al destino dell'APE sociale e alle perdite di tutela per i potenziali destinatari. Ad essere oggetto di una forte critica è in particolare la mancata proroga dell'opzione di tutela, dopo che l'esecutivo ha respinto un apposito emendamento in Commissione bilancio. In questo modo, si "priva di una importante tutela i lavoratori disoccupati, quelli con una grave disabilità, chi assiste familiari disabili e chi appartiene a una delle 15 categorie con attività gravose", spiega Cesare Damiano.

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Una forma di protezione che secondo l'esponente Dem "priva di una importante tutela i lavoratori disoccupati, quelli con una grave disabilità, chi assiste familiari disabili e chi appartiene a una delle 15 categorie con attività gravose".

Labriola (Fi): Quota 100 e reddito di cittadinanza non sono strutturali

Anche da Forza Italia prosegue il pressing sui nuovi provvedimenti di riforma previdenziale e di welfare in avvio con la legge di bilancio 2019. "Le misure fondamentali per il Paese non sono né il reddito di cittadinanza, né quota 100, finanziate in deficit e non strutturali" spiega l'On. Vincenza Labriola. Secondo la parlamentare, non si tratta infatti di misure strutturali mentre il loro finanziamento risulta previsto solo per il prossimo anno, quando bisognerà trovare nuove risorse anche per non innalzare l'Iva. In definitiva, "non si costruisce una manovra economica sulla scia delle promesse elettorali, non si mette l'Italia in infrazione per seguire i mantra elettorali. Tria e l'intero governo rispettino il Paese e la Costituzione" ha quindi concluso l'esponente di Forza Italia.

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