Il Fondo monetario internazionale (FMI) boccia la quota 100: la manovra previdenziale prevista dal Governo M5s-Lega non ha convinto né sulla possibilità effettiva di un turn-over generazionale, né sui costi. In molti, sia tra i giornalisti sia i lavoratori che commentano le notizie sulle pensioni sui social definiscono la misura giallo-verde un ‘mezzo bluff’.

Pensioni anticipate, Di Maio e Salvini: 'Si va avanti, nonostante il FMI'

Per il Fondo Monetario internazionale a pagare il prezzo di questa riforma delle pensioni saranno unicamente i giovani, che ne pagheranno, come più volte aveva sentenziato anche Elsa Fornero, un conto molto salato.

Inoltre la misura tanto sponsorizzata come migliorativa in termini di flessibilità in uscita e data come garanzia di ingresso di giovani nel mercato del lavoro a sostituzione degli anziani uscenti non ha convinto nemmeno in questi termini. Per il FMI non vi è alcuna certezza che ciò avvenga. 'E' improbabile che la valanga di pensionamenti possa creare altrettanti posti per i giovani', ma nonostante ciò i vicepremier Di Maio e Salvini si sono detti certi nel proseguire in questa direzione di smantellamento della riforma Fornero e ribadiscono ‘nessun arretramento’, la quota 100 partirà subito. Ma tra giornalisti e lavoratori c'è chi considera la 'Quota 100 un mezzo bluff'. E chi invece continua a ribadire che i conti non tornano come Boeri e Damiano.

Riforma pensioni: per molti Quota 100 è un mezzo bluff

Per moltissimi lavoratori (ma non solo) l'ormai famosa quota 100 è un 'mezzo bluff' perché comporterà penalizzazioni dal 5% al 34 per chi anticiperà di 6 anni, come dice anche l'UPB (ufficio pubblico di Bilancio) e a questo si aggiunge l’impossibilità di cumulo tra redditi da pensione e lavoro. Insomma, chi opterà per quota 100 avrà una bella decurtazione che peserà per sempre: pochi ne usufruiranno, e a dire di qualcuno forse è meglio, perché se davvero tutti i potenziali beneficiari decidessero di optare per la quota 100 occorrerebbero molti più soldi dei 6.7 miliardi di euro messi in Legge di bilancio dal Governo, si parla di circa 13 miliardi, quindi il doppio del previsto.

Tito Boeri (Inps) e Cesare Damiano (PD) ribadiscono questo concetto: i soldi per la misura non basteranno, e si rischia dunque di sforare il rapporto tra deficit e P.I.L. Anche moltissimi futuri pensionati sono contrari a quota 100: a partire dai precoci (hanno versato più di 38 anni ma non hanno ancora 62 anni di età) e dalle donne, per arrivare ai lavoratori discontinui (che non hanno maturato i 38 anni di contributi richiesti dalla misura). In pochi vedono la quota 100 come un superamento della riforma Fornero: gli elettori si aspettavano molto di più.