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La manovra finanziaria italiana, quella del governo Conte e dei due Vice Premier Salvini e Di Maio, alla UE non è piaciuta. Necessario intervenire in correzione per evitare sanzioni da parte dell’Europa verso il nostro paese. Correggere la manovra però, non vuol dire per forza di cose fermare o ritoccare in peggio le misure più popolari tra quelle inserite nella legge di Bilancio, da quota 100 alla pace fiscale ed al reddito di cittadinanza. I leader del governo continuano a confermare apparato tecnico e tempistiche delle misure, quasi che gli appunti mossi dall’Europa non interessino.

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Il quotidiano romano “Il Messaggero” ha abbozzato una analisi della situazione attuale per quanto concerne la legge di Bilancio sottolineando come l’esecutivo potrebbe intervenire in riduzione del deficit, come chiesto da Bruxelles, con un trucco che permetterebbe di assecondare le richieste europee, senza intaccare minimamente le misure in cantiere.

La quota 100 pertanto, nascerà nel 2019, spiegherà le vele già nei primi mesi dell’anno venturo e avrà al suo interno paletti e vincoli atti a circoscrivere la platea dei destinatari dentro i 6,7 miliardi di euro stanziati nella manovra finanziaria per il pacchetto Pensioni che conterrà pure la riattivazione di opzione donna e la proroga dell’Ape sociale. Come si andrà in pensione nel 2019? Vediamo le tre misure e come funzioneranno nel dettaglio.

Pensioni con le finestre mobili

I paletti di quota 100, per molti analisti vincoli stingenti che riducono la platea dei beneficiari, sono stati inseriti fin dalla prima stesura del testo della nuova misura previdenziale. Si tratta di paletti atti a rendere sostenibile la misura in termini di spesa pubblica. La manovra finanziaria nata in deficit, con lo sforamento del tetto massimo concesso dall’Europa, risulta essere l’oggetto della discordia tra Italia e Bruxelles. Ridurre il deficit dal 2,4% al 2,2% è un obbligo che adesso l’Europa impone all’Italia.

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La soluzione, come riporta il quotidiano “Il Messaggero” sarebbe possibile senza ridurre l'importo della manovra finanziaria e quindi senza intaccare ancora di più la quota 100 e gli altri interventi previdenziali. Basterà spostare risorse dalla spesa corrente in settori che l’Europa non conteggia nel deficit.

Un esempio sarebbero le risorse destinate al dissesto idrogeologico. Inoltre, grazie ai paletti inseriti nella quota 100, gli analisti di governo credono che i risparmi che si otterranno, insieme a quelli per i vincoli imposti al reddito di cittadinanza, potrebbero garantire risparmi rispetto agli stanziamenti in manovra, superiori ai 3,6 miliardi che servono per portare lo sforamento del deficit al 2,2%.

Come funziona quota 100 e quali sono questi paletti stringenti? La misura prevede un limite minimo di età utile all’accesso ed un limite minimo di contributi versati. I due tetti resteranno 62 anni come età e 38 come contributi. Una volta raggiunti questi due limiti minimi, bisognerà attendere la finestra di uscita, ad oggi trimestrale. In pratica, la pensione decorrerà dopo 3 mesi da quando sono stati raggiunti i due requisiti di accesso. Per gli statali le finestre dovrebbero essere semestrali, con in più l’obbligo di dare preavviso all’ente pubblico che deve indire i concorsi per sostituire i neo pensionati.

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Novità importanti in campo previdenziale

Nessuna penalità per quanto concerne gli assegni pensionistici in regime di quota 100. Naturale però che si andrà a percepire una pensione per così dire “più leggera” per quanti andranno in pensione con quota 100. Meno contributi si versano, meno si percepisce di pensione e questa perdita è tanto maggiore quanto prima si lascia il lavoro. Sembra che il governo stia prevedendo di concedere la proroga dell’Ape sociale, cioè la pensione a 63 anni di età concessa a disoccupati, invalidi civili al 74%, caregivers e addetti a lavori gravosi. Si tratta della misura tra il previdenziale e l’assistenziale a carico dello Stato, un reddito ponte concesso a soggetti disagiati per accompagnarli alla pensione di vecchiaia. Misura assistenziale perché destinata ad una platea di soggetti in difficoltà e previdenziale perché necessita di almeno 30 anni di contributi versati, che diventano 36 per gli addetti ai lavori gravosi.

Il riavvio di opzione donna, dopo la sua sperimentazione degli anni passati consentirebbe alle lavoratrici di accedere alla pensione in anticipo a 58 anni di età con 35 di contributi. Il paletto che fungerà da detonatore in quanto a platea delle potenziali beneficiarie sarà come già sperimentato, il ricalcolo contributivo della pensione che in termini pratici significa perdere anche il 30% della pensione teoricamente spettante se si attendessero le normali soglie di uscita previste dalla normativa vigente.