Ancora una discussione aperta quella sulla Quota 100 per la quale si attende il decreto che dovrebbe essere emanato entro dicembre. Secondo il presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, Tito Boeri, infatti, i conti non tornano, ma il governo va avanti ed entro Natale il famigerato sistema della Quota 100 potrebbe diventare operativo. Stando a quanto si apprende da Il Corriere della Sera, che riporta le recenti dichiarazioni dell'economista, l'Inps potrebbe rischiare l'assalto.

Per Boeri le misure previdenziali porteranno all'aumento della spesa

"Quello che il Governo deciderà, noi ci metteremo pancia a terra a realizzarlo. Ma spetta all'Inps segnalare per tempo potenziali violazioni del patto intergenerazionale di cui è garante", ha sottolineato il presidente dell'Istituto. Per lo stesso Boeri, infatti, le promesse fatte in campagna elettorale dai leader di Lega e Movimento 5 Stelle sono molto impegnative e, stando alle simulazioni elaborate dall'Inps, il superamento della precedente Riforma Fornero e la misura atta a combattere la povertà potrebbero portare un notevole incremento della spesa pubblica.

Per la Quota 100 la Legge di Stabilità 2019 ha provveduto a stanziare circa 6,7 miliardi di euro per il primo anno di applicazione; una cifra che sarà soggetta ad aumentare visto che, negli anni successivi, molte persone che raggiungeranno almeno 62 anni di età anagrafica accompagnati dai 38 anni di versamenti contributivi, si andranno ad aggiungere ai pensionandi che nel 2019 accederanno al pensionamento anticipato.

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Pensioni

Il Governo, tuttavia, ha ipotizzato il meccanismo delle finestre che si apriranno a cadenza trimestrale per tutti i lavoratori del settore privato: si tratta di un modo per ritardare il pensionamento e che potrebbe generare risparmi solo per il primo anno. Per Tito Boeri, il secondo anno costerà più del primo e non risolverebbe il problema legato al deficit e all'aumento del debito.

Di Maio rassicura: 'A marzo partirà il reddito'

Quanto alle ipotetiche penalizzazioni fino al 35%, invece, ha preferito aggiungere che si tratta di alcune correzioni attuariali sulla parte contributiva dell'assegno previdenziale.

"La strada maestra è prevedere più misure per la crescita. Una manovra che destina il grosso delle risorse a chi non lavora non può piacere in Europa", ha spiegato ancora Boeri facendo un chiaro riferimento al reddito di cittadinanza sbandierato dal vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, che invece ha rassicurato che a partire dal prossimo marzo molti italiano avranno 780 euro nelle tasche.

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